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giovedì 2 novembre 2017Aggiornato il:

Diario di viaggio in Vietnam - Long Son Pagoda

Nha Trang

Diario di viaggio in Vietnam - Long Son Pagoda
24 agosto 2017


Stamattina facciamo un giro al mercato Dam, alla ricerca di qualche souvenir, e poi andiamo in spiaggia. Trascorrere qualche giorno a Nha Trang significa, per noi, soprattutto mare e relax. Ormai siamo di casa al Lousiane, e oggi ci restiamo anche per pranzo.

Prendiamo involtini vietnamiti (con gamberi, spaghetti di riso, germogli di soia e menta) e Caesar salad. Entrambi i piatti abbastanza buoni ma niente di memorabile, nel conto - salato-  è inclusa la pigrizia non esserci voluti muovere da qui, dato che in giro si mangia molto meglio spendendo molto meno.

Il mare di Nha Trang

Involtini vietnamiti

Caesar salad

La spiaggia (e il cielo) di Nha Trang

Il pomeriggio lo trascorriamo in uno dei posti che mi sono piaciuti di più in questo viaggio: il tempio buddista Long Son. L'ingresso al tempio presenta un ampio cortile su cui si affaccia una scuola di monaci che attira la mia attenzione per un particolare curioso. C'è un monaco che sta aprendo diversi scatoloni (appena consegnati chissà da chi) per farne uscire il contenuto. Ne viene fuori una marea di uccellini, direi passerotti, la maggior parte dei quali spicca il volo appena il cartone viene aperto. È una scena bellissima, a dire la verità, e immagino che sia un tentativo di crescere la popolazione di volatili della collina. Giusto per rovinare la poesia però, noto con un po' di apprensione che ci sono alcuni uccellini chiaramente rintronati dal trasporto e altri palesemente stecchiti.

[Potrei aprire una perentesi gigantesca sulla sensibilità vietnamita nei confronti degli animali, e magari prima o poi lo farò, ma non è questo il momento. Proseguiamo.]

L'ingresso principale del tempio è piuttosto imponente, ci si arriva salendo una piccola scalinata dove spicca un grande mosaico di ceramica che raffigura un dragone. Nel portico e nei cortili che collegano i diversi padiglioni si può camminare tranquillamente con le scarpe, ma per entrare nelle sale bisogna essere scalzi e avere un abbigliamento dignitoso.

Io ho una tutina corta a canottiera, una mise che è a dir poco oltraggiosa, me ne rendo conto. Ma non è un problema, all'ingresso mi danno una stoffa da arrotolare in vita a mo' di grembiule e un coprispalle. Anche Lore deve mettersi il gonnone, perché le braghette corte non sono ammesse.

All'interno ci sono diverse statue e numerosi sutra e aforismi scritti anche in inglese, ma io preferisco sempre l'esterno, perché adoro gli edifici nel loro insieme, e trovo che l'architettura taoista esprima un'armonia e un'eleganza incredibile.

L'ingresso del Tempio

La statua del monaco martire (avvolto dalle fiamme)


Usciti dal tempio restituiamo i copri-vestiti riponendoli ben piegati nelle apposite ceste, e imbocchiamo la scalinata che porta in cima alla collina. Gli scalini non sono poi così tanti, ma devo dire che il caldo ci fa arrancare un po' (in poche parole stiamo boccheggiando). Più o meno a metà strada troviamo la grande campana di bronzo, e poco prima c'era un'altra area da visitare che per fortuna ci lasciamo per dopo.

In cima alla scalinata spunta finalmente il Buddha alto 24 metri, seduto sul trono di loto. La base, decorata con i ritratti dei monaci martiri, ha all'interno un piccolo santuario che potrei visitare, se avessi qualcosa per coprirmi. Mi accontento di sbirciare l'interno stando sull'uscio.

Alle spalle del Buddha c'è una stradina che porta nel cimitero dei monaci, un piccolo labirinto pieno di foto e frasi. Da quassù la vista di Nha Trang è bellissima.

La campana

Il Grande Buddha

Continuiamo a scendere, e visitiamo un'area un po' nascosta, quella che come dicevo prima sono felice di aver tenuto per ultima perché la statua che si trova qui, al riparo degli alberi, è qualcosa di meraviglioso. Quello che mi impressiona appena entro è la vista di due piedoni giganteschi. Appartengono ad un enorme Buddha sdraiato, con la faccia sorridente e il gomito consumato dalle mani dei fedeli e dei turisti. Lo tocco anch'io, e gli lascio pure una caramella dopo aver mormorato una breve preghiera, che in realtà è più un desiderio espresso come quando vedo una stella cadente, sperando che non si sia offeso per avergli rifilato la caramella mou con la carta incollata, impossibile da scartare. Avevo solo quella in tasca.

Alle spalle del Buddha c'è un grande bassorilievo che raffigura i monaci e le monache morti durante le proteste contro il governo corrotto alla fine degli anni '50.

Mi sono documentata e ho scoperto che questo complesso buddista in origine era stato costruito nel 1886 più in alto, nella collina che si trova alle sue spalle, ma nel 1900 (dopo appena 14 anni) è stato distrutto da una violenta foresta tropicale. È stato allora ricostruito dove si trova tutt'ora, e nonostante sia stato danneggiato durante la guerra è uno dei templi più belli nel suo genere.

Piedoni

Buddha

Una mano gli accarezza il gomito consumato

I tetti del tempio

È incredibile la pace e il silenzio che ci sono nel tempio, mentre pochi metri più in là, oltre il cancello dell'ingresso, c'è la strada invasa dai motorini e imballata di gente attaccata al clacson. Tuffarsi nel traffico dopo una visita del genere è quasi traumatico. Per farci del male andiamo anche a fare la spesa, giusto per rimbambirci del tutto.

Purtroppo non ho potuto documentare l'esperienza al supermercato, dato che all'ingresso provvedono a sigillare zaini e borse come formula anti-taccheggio, e mi sono ritrovata la borsa imbustata prima di poter estrarre almeno il telefono. Avrei filmato volentieri il personale in divisa riunito nella corsia centrale intento a ballare la sigla, con coreografia e applauso finale.

Ci procuriamo un bel bottino, due bustoni di cibanza varia, prodotti da bagno (ho una scorta di maschere di bellezza da qui al 2020) e souvenir che andranno ad occupare gran parte dello spazio disponibile in valigia. Torneremo in Italia carichi come muli, come al solito.

Per cena stasera soddisfo la mia voglia di ramen, ma invece del classico Pho vietnamita assaggio il Bun Bo Hue, ovvero i noodle di manzo tipici di Hue (dove siamo stati due anni fa ma abbiamo mangiato tutt'altro). Il gusto è più deciso e gli spaghetti sono un po' più spessi del solito, ma la vera caratteristica del piatto è l'aggiunta di cubetti di sangue di maiale, che danno un tocco davvero strong al piatto.

La cucina del ristorante.

Bún bò Huế

Il problema di mangiare ciotole di noodles la sera, è che in dieci minuti hai finito di cenare. Buonissimo, ma non è molto conviviale, per chi è abituato a far tardi a tavola.
Il ristorante (che è più una tavola calda) è frequentata per lo più da gente del posto che mangia qui da sola, raramente in coppia. Un pasto veloce dopo il lavoro, prima di andare a casa. In Vietnam costa meno una ciotola in un posto come questo che una cena casalinga.

Stasera facciamo uno strappo alle abitudini e andiamo in spiaggia, nella parte nord di Nha Trang. Perché il mare è bello sempre, anche quando è buio.







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Info pratiche:

Long Sơn Pagoda
Thai Nguyen St, 500 metri ad ovest della stazione ferroviaria
08:00 - 17:00
Ingresso gratuito

Bún Bò Huế 100
100, Ngô Gia Tự, Phước Tiến, Tp. Nha Trang
Buono ed economico, per chi non ha paura dei sapori forti e della dubbia igiene del posto. Se siete schizzinosi consiglio di procurarvi un paio di bacchette da tenere in borsa, perché in questi posti le bacchette sono di plastica e si pescano da un contenitore. Avere le proprie bacchette è anche ecologico, se pensiamo alla marea di bacchette usa e getta di legno che si sprecano tutti i giorni.
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5 commenti:

  1. Che piedoni!
    E quanto al cibo, veloce o meno non manca mai ;)

    RispondiElimina
  2. Mannaggia, a me il cibo vietnamita piace (cubetti di sangue a parte), ma nei ristoranti asiatici di SF non digerisco mai niente. Dovrò andare sul posto...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Davvero? Io trovo che (abbuffate a parte, ma lì è colpa nostra) sia una cucina davvero leggera. Specialmente il PHO, nella versione classica. Poi vabbè, io sono un caso a parte perché in genere digerisco anche le pietre :)

      Elimina

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