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domenica 10 dicembre 2017Aggiornato il:

Diario di viaggio in Vietnam - Due giorni a Dalat (seconda parte)


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Dalat Market


Diario di viaggio in Vietnam - Due giorni a Dalat (seconda parte)
27 agosto 2017


Riassunto delle puntate precedenti. Dopo aver visitato Singapore siamo volati in Vietnam dove non ci siamo fatti mancare niente, tra visite, tappe, bagni al mare e buon cibo. Ora siamo a Dalat, dove ci ha preso alla sprovvista un tempo poco estivo, con pioggia e basse temperature. Abbiamo affrontato il viaggio da Nha Trang in auto, guidata dal nostro autista soprannominato Svarione, con un sottofondo musicale che ci ricorderemo nei secoli dei secoli, così come il viaggio di ritorno, che ora vi racconto.

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Avete presente quelle belle mattine estive in cui dopo giorni e giorni di caldo vi svegliate e c'è un po' di freschino perché fuori piove e allora indugiate tra le lenzuola, per godervi il tepore notturno? Ecco, più o meno mi sveglio così, solo che le coperte sono ghiacciate e in stanza ci sono i pinguini che ci fanno ciao, perciò ho poco da indugiare. Schizzo fuori dal letto e sono pronta in due minuti, anche perché ho dormito vestita.



Alle spalle della nostra bettola c'è una panetteria francese, mi fiondo a comprare un paio di croissant e qualche dolcetto da accompagnare ad un caffè bollente. Subito dopo facciamo di nuovo colazione in un bar torrefazione, un locale molto bello dove producono e vendono il caffè, dove mi fanno un vero cappuccino (mi sono quasi commossa) e i/le baristi/e sono tutti figoni/e dal sorriso smagliante.

La pioggia continua a rompere le palle, e mi ci metto anch'io perché non esiste che me ne vada da Dalat senza aver fatto un giro al mercato. Mi accontento di un giro breve, giusto il tempo di acquistare una marmellata di fragole prodotta qui (da regalare a mia mamma) e qualche te particolare. A dir la verità noto che sui banchi va fortissimo il te al carciofo ma non mi convince, così mi oriento sul classico te al gelsomino.

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Caffetteria stilosa

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Cappuccino ♥

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Venditrici ambulanti di frutta e verdura

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Banchi al mercato


Ci mettiamo in macchina, stamattina Svarione ha una faccia che non mi convince. Lì per lì penso che abbia preso freddo stanotte nel suo tugurio, e magari ha dormito poco. In ogni caso oggi acconsente a portarci in giro con uno scazzo pazzesco.

Prima di tutto gli chiediamo di andare al Buddha gigante, che si trova nei pressi della Cascata dell'Elefante. Lui fa lo gnorri e ci porta invece nella Pagoda Linh Phuoc, molto più vicina e più agevole da raggiungere.

Questa Pagoda ha una particolare caratteristica, è stata costruita con i detriti di vetro, ceramica e porcellana, intorno al 1950. All'esterno è circondata da un drago volante le cui squame sono composte da migliaia di bottiglie rotte.
Di fronte c'è una torre con la campana che è curiosamente ricoperta di foglietti gialli. Scopro che è di buon auspicio recarsi qui a scrivere i propri desideri sui foglietti (possibilmente gialli), attaccarli alla campana e suonare tre volte perché si esaudiscano. Qualche fedele troppo esuberante, convinto forse che più forte è il suono più aumenta la probabilità che il desiderio si avveri, tira delle tranvate che ci fanno saltare i timpani.

Questo posto merita sicuramente una visita, anche se consiglio di lasciar perdere il percorso sotterraneo, a meno che non siate amanti del trash. In un mix tra una giostra anni 80 e un set di un film horror a bassissimo costo, è rappresentato l'inferno. Con tanto di altoparlanti da cui escono urla spaventose, manichini e teschi in movimento, luci rosse e corridoi bui. La Vietnamita era terrorizzata, io ero basita.

Vabbè.

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La Pagoda super decorata

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Una parte del dragone che circonda il cortile della Pagoda

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Il padiglione con la campana


Svarione insiste che dobbiamo partire presto perché non vuole fare le curve di montagna col buio, a noi sta bene ma cazzarola è ancora mattina, cosa vuole? Arrivare per pranzo?
Alla fine lo convinciamo a portarci al Buddha, quello che voglio vedere io. Lungo la strada troviamo diversi posti dove assaggiare il famosissimo caffè di zibetto (fatto con la pupù santa della bestiolina, per chi non lo sapesse), ma non ci tengo particolarmente perciò proseguiamo.

Credo di essermi addormentata per almeno un'oretta, mi sveglio e in auto dormono tutti. Siamo in un paesino dove la strada è sterrata e stiamo andando ai 18/20 all'ora. Ci superano tutti, motorini, biciclette, persino la gente a piedi. Ad ogni buca (e la strada ne è costellata) Svarione si ferma, affronta il cratere col panico di dover riportare l'auto in ditta con qualche ammaccatura, e riparte, senza manco mettere la seconda che tanto siamo di nuovo fermi. È una lenta agonia, in cui passo dalla ridarola isterica al "adesso lo tiro giù a forza e guido io!" finché non si sveglia tutta la truppa, e allora cristoniamo in tre.

Finalmente giungiamo a destinazione, il cielo si è aperto e all'improvviso fa caldissimo, com'è giusto che sia in Vietnam ad agosto. Il posto è stu-pen-do. Per colpa di quel pigrone ci mancava poco che lo perdessi. Il tempio è imponente, con una sala enorme. Ci sono molte decorazioni ma mantiene uno stile sobrio. Tutto intorno c'è un porticato su cui si cammina rigorosamente scalzi, e alle pareti ci sono una marea di disegni che illustrano i comportamenti da mantenere per essere una buona persona, rispettosa degli altri (e di se stessi). Alle spalle del tempio c'è un grande giardino, sormontato dal grande Buddha sorridente e pasciuto.

Al di sotto del tempio ci sono le cascate di cui si sente il rumore, si trovano all'interno di un parco dove si accede (possibilmente con un giubbino di plastica) per arrivare fin sotto ai getti d'acqua. Io sto morendo di fame. Non c'è granché nei dintorni, siamo in una specie di paese fantasma dove c'è un unico ristorante che propone due piatti in croce. Ci accomodiamo in terrazza, che affaccia su uno stagno che pullula di zanzare, e ci gustiamo un misero piatto di noodles saltati con manzo e verdure. Quando si ha fame ci si deve accontentare di quel che passa il convento.

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Linh An Pagoda

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La vista dall'ingresso del tempio

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Come se la ride

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Pare d'essere a Frittole, quasi 1500

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Il ristorante è alla buona ma il posto è molto carino

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Prendi una confezione di noodles istantanei
Buttaci l'acqua bollente
Aggiungi un po' di carne
Prrronto!


Ok, possiamo partire, siamo in perfetto orario sulla tabellina di marcia, ma Svarione adesso ha deciso di prendersela con comodo. Nonostante il doppio caffè non riesce a riprendersi e lo becchiamo a dormire su una panchina. Ci dice che già che siam qui potremmo andare alle cascate, ma quali cascate Santa Pazienza. Questo non ce la fa proprio.

Riusciamo a rimetterci in auto e il viaggio diventa uno spasso. Appuriamo che il suo andamento lento non è dettato dalla premura per la sicurezza, ma da assoluta incapacità alla guida, accentuato dal fatto - ormai chiaro - che stanotte deve essersi sbronzato come un cavallo e i postumi lo stanno consumando, provocandogli degli svarioni (da qui il nome) spaventosi. Considerando che la strada per tornare a Nha Trang è composta per lo più da curve dove la visibilità è scarsa, ci sono strapiombi, e che sta cominciando a fare buio non credo di fare brutta figura ad ammettere di aver fatto gran parte del viaggio a chiappe strette per la strizza.

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Comunque, questo è il Vietnam che piace a me

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Gli ultimi paesini prima delle curve di montagna


Abbiamo battuto il record del circuito. Quasi cinque ore per percorrere 140 km, di cui gli ultimi 30 addormentandosi a ripetizione (con pericolosissime invasioni di corsia). Alla fine era stremato, noi pure, fatemi scendere da questa macchina malefica, che oltretutto ci stiamo perdendo la partenza della Formula 1! Macché, riusciamo a perdere giusto quegli ultimi 5 minuti recuperando lo zaino dal baule, perché ormai Svarione si è tramutato in un bradipo e non ce la fa più.

Chissene frega della Formula 1, qua bisogna riprendersi dal viaggio con:
- una bella cena zozza da KFC
- rifornimento sigarette in due tempi causa litigio*
- seratone in stanza a vedere la MotoGP commentata in vietnamita.

Fantastico.






*Durante il viaggio io ho due fasi, che posso definire banalmente Pensarla da italiana e Pensarla da locale. La prima fase è all'inizio, quando non hai ben chiaro quanto possa costare qualcosa, e mettici pure che in Vietnam sembra tutto così economico che ci sta pure pagare un po' di più, che sarà mai. La seconda fase è quando ormai ragioni in valuta locale, sai benissimo quando ti vogliono fregare, e se ci provano ti incazzi. Cioè, non è che ti incazzi, che in vacanza non ci si arrabbia mai veramente, però trovi inconcepibile farti trattare da turista da spennare.

Per la cronaca, Madama Tabacchi aveva già i miei soldi in mano ma invece di due pacchetti me ne ha dato uno solo, e per non sentire le mie proteste è partita col trucco della telefonata (fingi di stare al telefono così non puoi star dietro alle rimostranze del turista che dopo un po' si stufa e se ne va lasciandoti i soldi in più). Li ho pretesi indietro e sono andata al market dietro l'angolo, dove ho pagato il giusto e mi hanno pure fatto lo scontrino.


PS Nessun autista è stato maltrattato durante questo viaggio.

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Info pratiche:

Caffetteria Torrefazione 
200 Nguyễn Công Trứ, Dalat, Lam Dong, Vietnam
L'ideale se siete in zona e vi viene voglia di un cappuccino e di un caffè macchiato come si deve, anche se non è economico (il cappuccino costa 35.000 dong → €1.30 e il caffè 25.000 → € 0.94).
Si può anche visitare la torrefazione e acquistare le miscele di caffè.

Linh Phuoc Pagoda
Trại Mát, Phường 11, Da Lat, Lam Dong, Vietnam
circa 8 km dal centro di Dalat

Linh An Pagoda
Nam Ban, Lâm Hà District, Lam Dong, Vietnam
(stesso indirizzo per le Cascate dell'Elefante)
circa 30 km dal centro di Dalat
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8 commenti:

  1. La carne sui noodles non mi ispira, sembrano funghi XD
    Tè al carciofo? No, assolutamente... ci credo che non ti convince.
    Sempre molto colorati i tuoi report *__*

    Moz-

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    Risposte
    1. Per il sapore (non sapore) che aveva potevano anche essere funghi :)
      Mi hanno detto che il te al carciofo è buono, più che un te penso che sia una tisana. Infatti mi sono pentita di non averne comprato un po', bisogna assaggiare per poter dire con sicurezza che è una schifezza :)

      Elimina
  2. Gran bel reportage!!!!
    Brava Simona😍

    RispondiElimina
  3. Bellissimi scatti come sempre. E sinceramente io a Svarione ad un certo punto lo avrei picchiato XD Con la mia guida sportiva proprio non avrei retto. E confesso pure che preferisco il primo cappuccino al caffè di zibetto :D

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Lo volevo picchiare anch'io, non so come ho fatto a trattenermi :)

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  4. Mi viene voglia di visitare Vietnam...

    Tanti auguri e buone feste a te!

    RispondiElimina

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