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lunedì 25 settembre 2017Aggiornato il:

Diario di viaggio in Vietnam - da Singapore a Saigon


Skyline di Singapore all'alba, dalla piscina dell'albergo. (Si vede anche la ruota del Singapore Flyer)

Diario di viaggio in Vietnam - da Singapore a Saigon
20 agosto 2017


Dobbiamo lasciare la stanza alle 10, questo significa che abbiamo ancora qualche ora da trascorrere a Singapore, dato che ci svegliamo sempre prestissimo.
Facciamo una lunga passeggiata dall'albergo a Lavender street, riuscendo a visitare due templi che l'altro pomeriggio erano già chiusi (Leong San e Sakya Muni Buddha Gaya). Da lì proseguiamo in Serangoon road che attraversa tutto il quartiere indiano fino ad arrivare a Bencoolen street, dall'altra parte del fiume.



Uno dei tanti ristoranti nei dintorni di Lavender
Un palazzo decorato nei pressi di Little India
Tempio con Buddha (e gatto guardiano)
Negozio di frutta a Little India

Oggi è una splendida giornata, il cielo è azzurro e il sole picchia. Mi piange il cuore dover andare via con un tempo così bello. Capitiamo per caso davanti a un altro tempio buddista, che si trova in una strada pedonale dove c'è un mercato e un food court gigante. Entriamo a curiosare e ci troviamo in un enorme paradiso culinario, parecchio affollato nonostante non sia ora di pranzo (ma ormai ho capito che in Asia si mangia a tutte le ore).

Prendiamo un piatto di ravioli alla piastra e ci facciamo fare un succo di frutta, buonissimo.

Le piccole botteghe del food court

Colazione tardiva

Siamo ormai alle spalle di Bugis, dove c'è un mercato caotico e vivace con una parte dedicata all'abbigliamento e una parte alimentare, con una zona attrezzata con tavoli e panche per chi vuole mangiare qui.

Riesco a fare le ultime compere, finalmente faccio scorta di caramelle al durian, che in questi giorni non riuscivo proprio a trovare, e ci facciamo fare un altro succo, perché il caldo ci sta disidratando.
(Per la cronaca, le caramelle sono per un'amica, io non ho nessuna intenzione di assaggiarle).

Cibo da asporto
Panini e succhi di frutta

Torniamo in hotel giusto in tempo per chiudere le valigie e fare il chek-out, e corriamo a prendere la metro per l'aeroporto. Siamo un po' stretti con i tempi ma riusciamo ad arrivare con il giusto anticipo sull'orario del volo.

Come all'andata, la metro arriva a Tanah Merah, bisogna scendere e prendere la linea che fa la spola da lì all'aeroporto. (Vaglielo a dire ai coreani provenienti dall'aeroporto che invece di scendere sono rimasti seduti, e quando si sono accorti che il treno stava tornando indietro non hanno fatto una piega. Me li sono immaginata star lì, tutto il giorno, a fare avanti indietro, pensando "cavolo, ma quanto è lontana Singapore?").

Corriamo a fare il check-in, dove l'impiegata ha un po' di difficoltà nello scrivere i nostri nomi sui biglietti da stampare, e andiamo al gate, dove il controllo sicurezza viene fatto subito prima di accedere alla sala per l'imbarco. Arrivederci Singapore, sei stata una bellissima scoperta.

Sotto di noi il Vietnam (e Saigon)

Atterriamo a Saigon dopo due ore. Non dobbiamo fare il visto perché non resteremo in Vietnam più di 15 giorni perciò le procedure di immigrazione sono rapidissime.
Dopo tre giorni di ordine e disciplina il Vietnam è quasi una liberazione, e devo dire che uscire dall'aeroporto e vedere due facce sorridenti che ci aspettano è davvero bello.

Il traffico di Saigon è una cosa difficile da dimenticare, eppure trovarsi di nuovo in mezzo a sciami di motorini che spuntano da tutte le parti fa un certo effetto. Sarà anche un caos pazzesco, ma a me questa città piace, anche se per ora posso solo guardarla dal finestrino di un'auto.
Abbiamo un auto e abbiamo un autista che ci terrà compagnia per i prossimi due giorni, perciò di fatto da oggi siamo in cinque.

Il viaggio per Can Tho dura più o meno tre ore, a velocità sostenuta, senza neanche una sosta per non arrivare troppo tardi. Aria condizionata a palla, traffico costante, paesaggio che cambia chilometro dopo chilometro, e io che mi godo tutto ma proprio tutto quel che vedo, compreso un bellissimo tramonto.

Il ponte di Can Tho

Arriviamo che è già buio e abbiamo qualche difficoltà a trovare l'albergo, dovendoci districare nelle vie colme di gente già in giro per la passeggiata serale (in motorino). In Vietnam il motorino è la prolunga delle gambe, se potessero lo userebbero probabilmente anche in casa. È divertente da vedere, un po' meno quando bisogna attraversare la strada.

Comunque, a forza di girarci intorno riusciamo a trovare l'albergo, imbocchiamo l'ingresso secondario che permette l'accesso alle auto e la prima impressione è di essere finiti in una topaia. Il facchino in giacca e cravatta che ci viene incontro per prendere le valigie stride un po' con l'ambiente lugubre, ma quando oltrepassiamo la porta di servizio mi rendo conto che è un bell'albergo.
Siamo solo entrati dal retro, manco fossimo star del cinema allergici ai paparazzi.

Abbiamo una stanza enorme, come il bagno, dotato di doccia imperiale e accappatoi (una cosa che mi fa sentire sempre molto VIP). Il tempo di lasciare le valigie e usciamo: ho una fame che non ci vedo.


Passeggiata serale (in motorino)

Andiamo in un bel ristorante sul lungofiume, dove ordino un magret de canard di ispirazione francese e assaggio qualche antipasto. Sarà che avevo fame, ma trovo che sia tutto estremamente buono. Arrivare da Singapore, con i suoi costi, e trovarsi in Vietnam, con una tavola imbandita e un conto totale ridicolo, fa una certa impressione.

Ci metterò qualche giorno a cominciare a ragionare in Dong, e a quel punto entrerò nell'ottica vietnamita e saprò distinguere i prezzi onesti da quelli troppo cari, ma per ora mi sembra che costi tutto pochissimo.

Prima cena in Vietnam (ci trattiamo bene)


Andiamo a dormire abbastanza presto perché domani ci aspetta una levataccia, e intanto ripasso alcune regole che ho imparato nel precedente viaggio in Vietnam e che sono felice di rimettere in pratica:
- la birra si beve col ghiaccio (a meno che non piaccia la birra calda)
- il caffè vietnamita è una droga (puoi farne a meno per anni, ma ne basta uno per ricadere nel tunnel)
- i succhi di frutta vietnamiti sono la cosa più buona del mondo (e mi fanno rendere conto che in quelli che siamo abituati a bere, di frutta non c'è manco l'ombra)
- il pedone che vuole attraversare la strada deve essere dotato di occhi pure sulla schiena, e anche in quel caso sbucherà un motorino che non aveva visto (ma quando poi prendi il ritmo e riesci a camminare con disinvoltura ti senti fighissimo)




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Info pratiche:

Volo 
Singapore - Ho Chi Minh
Dura circa due ore (a Saigon portiamo l'orologio indietro di un'ora)
Compagnia Tiger Air, biglietto acquistato online (circa 70 euro a testa)

Vietnam: IL VISTO
Ai cittadini italiani si applica l'esenzione del visto per i soggiorni che non superano i 15 giorni e con ingresso singolo (vi chiedono di mostrare la prenotazione del volo per verificare la durata della vostra permanenza in Vietnam).
Per soggiorni più lunghi è necessario richiedere il visto → tutte le info qui

Hotel a Can Tho
West Hotel
88 Hai Bà Trưng, Tân An, Ninh Kiều Tân An Ninh Kiều Cần Thơ, Tân An, Ninh Kiều, Cần Thơ

Posizione ottima per le gite sul Mekong, vicino al mercato ma ben insonorizzato, con una piscina all'ultimo piano. Camera matrimoniale superior con frigorifero, prodotti da bagno, asciugacapelli. Ottima colazione a buffet inclusa. Qui il sito.

In Vietnam quando si fa il check-in in albergo vi chiedono il passaporto e lo trattengono per tutta la durata del soggiorno. Se vi dovesse servire (per fare dei biglietti o perché magari avete in programma un'escursione dove è previsto il pernottamento in un altro hotel) ricordatevi di chiederlo alla reception. In caso contrario vi sarà restituito solo quando andrete via.
Considerate che il check-out prevede il controllo della stanza per verificare che non abbiate rotto niente o che non manchi qualcosa dal frigobar, operazione che vi farà perdere una decina di minuti.

Cena
Sao Hôm Restaurant - Cafè
Hai Bà Trưng, Tân An, Ninh Kiều, Cần Thơ
Quattro antipasti, cinque piatti principali, birre e acqua, per un totale di 800.000 Dong (circa 29 euro).

Vietnam: la prima tappa
Saigon - Can Tho (circa 180 km)
Auto privata con autista. Questo tipo di servizio si può prenotare direttamente in Vietnam, quasi tutti gli hotel propongono escursioni e viaggi di ogni tipo a prezzi molto convenienti. Se invece volete organizzare nel dettaglio il viaggio dall'Italia potete chiedere un preventivo qui. Io mi sono affidata all'organizzazione di mio suocero, che vivendo in Vietnam già da qualche anno ha una certa dimestichezza con gli itinerari.

Un'avvertenza: in auto l'aria condizionata è micidiale. Maglia e sciarpina sono d'obbligo.


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10 commenti:

  1. Il Vietnam è un luogo mitico, di suggestioni filmiche immense, che ben conosciamo su quella guerra orribile (quale guerra non lo è?), i libri di Terzani eccetera ... così vista e letta che ti sembra di conscerla, e invece, immagino, non sarà stato così: attendo tuoi prossimi dispacci, cioè, post.

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    1. I dispacci dal Vietnam, mi piace!
      La prima volta in Vietnam mi aspettavo di trovare un riscontro alle mie letture, e in parte é stato così, in parte no, perciò sono rimasta spiazzata.
      Questa, che è la seconda volta, ero più consapevole e mi sono goduta meglio il viaggio.

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  2. Il cibo orientale mi mette una fame che non ti dico *.* sono curioso di scoprire altro sul Vietnam che conosco poco

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    1. Eh, allora mettiti comodo perché i miei diari di viaggio sono sempre luuuunghi e pieni di cibo :)

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  3. Attendo il resto Simo, sono sempre curiosa di sapere come va a finire quando leggo i tuoi post.
    Ammetto però che io non ce l'avrei fatta a fare quel tipo di colazione tardiva :D

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    1. Davvero? Per me i ravioli sono una tentazione a cui non so resistere, lì mangio anche se non ho fame :)

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  4. Ci sono stata più di 20 anni fa, ma come è cambiato il Singapore!

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  5. La prima cosa che ho pensato guardato le foto di cibo è stata che io, nonostante mi impegni tantissimo, inizio a sentire la mancanza dei sapori di casa dopo circa quattro o cinque giorni di cibo straniero. In Giappone pure è stato così, ma ho resistito.
    Detto questo, i tuoi viaggi in Asia sono sempre una figata. Spero un giorno di visitare anche il Vietnam. Ma le caramelle al durian puzzano di morte come il frutto?

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    1. Sai che io invece alla fine del mio primo viaggio in Giappone ho pensato che non ho mai avuto nostalgia del cibo di casa? Questo mi capita ovunque, ma devo dire che per il Giappone è successo l'inverso, ho ancora adesso la nostalgia di quel cibo lì. Senza contare che da allora non ho praticamente mai più mangiato sushi, il confronto è deprimente.

      Le caramelle al durian non sono ancora state consegnate alla fortunata destinataria, appena gliele do le annuso. Così come sono, dalla confezione, non si sente niente :)

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Consigli? Commenti? Mi piacerebbe molto sapere cosa ne pensate.

(Mi trovo costretta a inserire temporaneamente la moderazione ai commenti dei post più vecchi per tenere a bada lo spam. Abbiate pazienza, lo tolgo appena riesco a risolvere il problema).


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