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lunedì 7 novembre 2016Aggiornato il:

China trip #3 - Nella città della birra



Diario di viaggio di Cina
13 agosto 2016
Qingdao (Shandong)



Come prima cosa stamattina andiamo in stazione a fare i biglietti per l'ultima tappa di questo viaggio. Ci andiamo a piedi, così cominciamo a prendere confidenza con la città. Qingdao è una città di mare con la tipica atmosfera vacanziera. In stazione non c'è molta gente. Di fronte alle macchinette automatiche c'è un disgraziato che dorme mezzo nudo, con una bottiglia di whisky quasi vuota di fianco. La gente gli passa di fianco facendo finta di niente, qualche anziano lo osserva perplesso, tenta un approccio ma poi lascia perdere. Da queste parti mi sa che l'alcolismo è una faccenda piuttosto seria.

Devo dire che mi aspettavo molta più gente in giro, dato che comincia oggi il Qingdao International Beer Festival. Scopro poi che il fulcro del festival è a Century Square, abbastanza distante dal centro, dove all'interno di un grande padiglione si svolgono giochi, esibizioni, concerti, il tutto annaffiato da litri e litri di Tsingtao.
Questa città si chiamava Tsingtao, poi con l'introduzione del pinyin - il sistema per trascrivere in alfabeto latino la pronuncia del cinese moderno - è diventata Qingdao. La birra invece è rimasta col nome originale.


Il piazzale della stazione di Qingdao


Sbrigata la pratica in stazione corro (nel vero senso della parola, perché non vedo l'ora) sul lungomare. Il mare mi fa sempre un bellissimo effetto, mi piace il colore, mi piace la sabbia, mi piace l'odore salato, il suono delle onde. Tutto.
Il primo impatto è meno idilliaco di quanto mi ero immaginata, perché la massa di gente sul lungomare e nelle spiagge è sorprendente, quasi ridicolo. A volte mi dimentico che sono in Cina, e che la gente è davvero tanta (ma tanta eh!).

Bisogna scansare:
- la gente con gli ombrelli, che sono sempre pericolosi e prima o poi qualcuno mi accecherà;
- le vecchine che vendono con una certa insistenza gite in barca, di fianco a cartelli comunali che intimano ai turisti di non acquistare le gite in barca proposte dalle vecchine;
- i fotografi, che sembrerebbero sorpassati dai telefoni e bastoni da selfie (e infatti lo sono), ma siccome sono furbi e bisogna ingegnarsi per poter campare, si sono inventati il privee. Ovvero un angolo di panorama a uso esclusivo. In poche parole si sono impossessati di un pezzetto di ponte e scattano (e vendono) fotografie senza gente e rompiballe sullo sfondo.

Con un po' di fatica attraversiamo il ponte, lunghissimo e impallato di gente, ma bellissimo.
Dal molo, proprio sotto al divieto di tuffarsi, un signore che potrà avere tra i 70 e gli 80 anni (con un fisico da paura) si esibisce in tripli carpiati per la gioia dei presenti.

L'unico rammarico è notare che in acqua galleggia qualche bottiglia di plastica, è una cosa che mi mette una tristezza incredibile (e mi fa anche un po' rabbia).

La spiaggia, Zhan Brigde (Zhanqiao) e Huilan Pavilion

L'ombrellino di McDonald mi fa molto ridere ^_^

Sono riuscita a immortalare (male) uno dei tuffi dell'anziano nuotatore.


Dal lungomare per tornare nella via principale bisogna per forza usare il sottopasso, che è praticamente un mercato interrato. Già sulle scale ci sono bancarelle che vendono ogni tipo di frutti di mare, crudi o cotti, e nel sotterraneo tra ristoranti e tavole calde c'è anche qualche sala giochi.
La gente sfoggia tranquillamente abiti estivi e da spiaggia, e rispetto ad altre città cinesi si fa molto meno caso all'abbigliamento, così io posso finalmente andare in giro in canottiera e pantaloncini senza sentirmi a disagio. (In Cina, come in altri Paesi asiatici, le spalle scoperte e i vestiti succinti in generale non sono ben visti, specialmente se mostrano tatuaggi vistosi come i miei).

Il primo banco all'ingresso del sottopasso vende spiedini di pesce 

Ancora spiedini (e stelle marine, che non ho mai avuto il coraggio di assaggiare)

Ravioli colorati


La Cattedrale di San Michele è stata costruita nel 1932 da un architetto tedesco che ha usato uno stile che è un mix tra il gotico e il romano. Questa zona di Qingdao è molto bella ma stancante da visitare perché è tutto un saliscendi di strade e ci sono locali molto belli. Il piazzale di fronte alla chiesa è il set fotografico preferito di tutti gli sposi, che si alternano di continuo dall'alba al tramonto.
All'interno la chiesa è abbastanza sobria, ci sono dei bei dipinti e poco più. Nel cortile c'è un negozio di articoli religiosi (bisogna pur mandare avanti la faccenda, e che io sappia in Cina non hanno l'8 per mille da devolvere alla chiesa) dove si spazia dai classici rosari, crocifissi, santini, a babbi natale (??) e altri clamorosi fuori tema. Uno dei commessi, dopo essersi illuminato sentendo che veniamo dall'Italia, mi chiede se sono credente e io per non farlo rimanere male mento spudoratamente.

Strade in salita e ville bellissime in stile europeo

La facciata della Cattedrale e gli sposi in posa

Un'altra sposa

Un negozio di fumetti e giocattoli

La Cattedrale di San Michele (in cima ad una strada ripida)

Murales


Ci tuffiamo di nuovo nelle vie di Qingdao, e sbrighiamo un'altra commissione che in teoria dovrebbe portare via poco tempo, ma in Cina non si sa mai. Entriamo in banca per cambiare un po' di soldi, la signorina all'accoglienza per fortuna parla inglese, ci fotocopia i passaporti e ci fa accomodare allo sportello. L'impiegato ha la faccia rotonda e un sorriso ebete di chi non sa assolutamente cosa fare. Conta, riconta, scarabocchia qualcosa sul foglio, batte a caso su una calcolatrice, conta di nuovo, e suda tantissimo. Io lo guardo e sorridendo dico che dai, su, ce la possiamo fare. Si blocca sul passaporto, ha grossi dubbi su quale sia il nome e il cognome, io cerco di aiutarlo ma dal vetro è un po' complicato, e poi tanto lui non mi guarda. Finalmente arriva una delle altre impiegate, prende in mano la situazione, e siamo liberi. Che sarà mai, ci abbiamo messo solo un'ora e mezza!

Per pranzo andiamo in un ristorante di pesce che si trova in un reticolo di vie gastronomiche molto interessanti. Essendo un luogo turistico i prezzi non sono bassi (anzi, lì per lì quando è arrivato il conto ho pensato che ci siamo fatti fregare, ma girando un po' ho notato che i prezzi nei locali della zona sono più o meno quelli), ma comunque abbiamo mangiato decisamente bene.
Ero un po' preoccupata a mangiare pesce, sono sincera. Avevo letto qualcosa sulla dubbia pulizia delle cucine che sommata alla dubbia qualità del pesce creava spesso un connubio mortale per i poveri avventori.
Le cose sono due: o sono molto fortunata e trovo sempre posti con un grado di igiene umano, oppure ho degli anticorpi potentissimi. In ogni caso, sono viva, ho sempre digerito tutto, e ho anche apprezzato parecchio.

Parecchia gente tra le vie gastronomiche di "Qingdao 1902", in Zhongsan Road.

Cibo da strada

Il nostro pranzo: cozze (il peperoncino non manca mai),
vongole, gamberoni e insalata tiepida di polpo.


Girare per Qingdao non è semplicissimo. La città ha in cantiere due linee metropolitane, e conoscendo la velocità dei cinesi immagino che tra un paio d'anni sarà tutta un'altra cosa, ma per il momento bisogna affidarsi agli autobus dove le fermate sono scritte solo in cinese. Ormai ci sono abituata ma devo prestare molta attenzione, o va a finire che ci perdiamo.

La tappa pomeridiana è dedicata al simbolo della città: il Museo della Birra Tsingtao. La visita è istruttiva e divertente, con tanto di degustazione inclusa nel biglietto. Si passa dal primo settore, dove si trovano i macchinari più antichi, per passare a quello più moderno. Nel frattempo ogni stanza racconta la storia (lo sapevate che dopo i tedeschi ci sono passati anche i giapponesi e per un certo periodo è stata prodotta qui la Asahi?), attraverso articoli, foto d'epoca e i manifesti pubblicitari.

L'ultima parte è quella più interattiva, ci sono video, laboratori, e giochi divertenti. Io, che sono una bambina, non me ne sono perso uno. Ho disegnato, partecipato ai quiz, e sono anche entrata nella casa della sbronza (mai più). Avete presente la stanza con le pareti storte che ingannano il cervello con una prospettiva completamente sbagliata? Ecco. A vederlo fare agli altri - all'esterno si vede tutto sullo schermo - fa morire dal ridere, ti chiedi come mai la gente non riesce a stare in piedi. Una volta dentro non riuscivo neanche a muovermi! Ragazzi che mal di mare.

Al termine del giro si finisce nella mega birreria del piano terra (aperta anche a chi non visita il museo), dove abbiamo diritto a un'altra birretta inclusa nel biglietto. Mi sono divertita tantissimo, io i posti così li adoro.

Qingdao Beer Museum

Qingdao Beer Museum


Una volta fuori ci ritroviamo nella famosa Beer Street, dove ci sono locali (uno dietro l'altro) che vendono birra alla spina di tutti i tipi, e te la danno anche da asporto in comode buste di plastica. Sarò all'antica, ma a me la birra piace berla in vetro (magari seduta al tavolo, che a portarla in giro mi fa un po' troppo barbona).

Qui si usa andare in giro con le buste di plastica piene di birra


Siamo in giro da troppe ore, inizio a non sentirmi più le gambe. Ho voglia di tornare in hotel, e dopo la doccia mi prende la pigrizia e non ho più voglia di andare in giro, così scendiamo al nostro ristorante sotto casa (alla seconda volta si diventa automaticamente clienti abituali) dove ci facciamo portare oltre ai soliti spiedini misti anche una bella ciotola di vongole, che saranno anche cotte su un camion in mezzo alla strada, ma sono davvero buonissime.







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Info pratiche:

L'accesso a Zhanqiao (Zhan Bridge) è libero 24 ore su 24.
Per Huilan Pavilion l'ingresso costa CNY 4 ed è aperto dalle 7 alle 19 in alta stagione - dalle 8 alle 17.30 in bassa stagione.
Gli autobus che passano sul lungomare sono tantissimi. Potete prendere il 2, 5, 8, 25, 26,231, 301, 304, 305, 307, 316, 501, 801 e scendere appena vedete il ponte.

Cattedrale di San Michele
(Dexian Road) Ingresso CNY 10

Qingdao 1092
Su Zhongshan Road bisogna prestare attenzione ad un passaggio con scritto 1902. Il reticolo di vie si sviluppa da qui e comprende Tianjin Road e Jiangnin Road. Cibo da passeggio e una marea di ristoranti specializzati soprattutto in frutti di mare (i prezzi sono più alti rispetto alla media ma ne vale la pena).

Museo della Birra Tsingtao
Si trova nella via della birra (sulla mappa che si trova in vendita un po' dappertutto a 5 yuan la trovate come Beer Street). Autobus 205, 217, 221, 604.
Ingresso CNY 60 (in bassa stagione CNY 50). Nel biglietto è inclusa la degustazione di birra (una nella sala degustazioni all'interno del museo, l'altra nel pub annesso) e un sacchetto di noccioline.
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15 commenti:

  1. Che bello, finalmente il mare! Io mediamente faccio la snobbona, del tipo "a me le vacanze al mare non piacciono", poi quando effettivamente vedo il mare mi dimentico di tutto e sono felicissima. Poi quest'anno a Jeju avevo anche a disposizione un ampio campionario umano di bagnante orientale, che ha dato vita ad interessanti osservazioni antropologiche e risatine varie (anche di imbarazzo, visto che ero l'unica in bikini sull'intera spiaggia!). Quei frutti di mare mi fanno davvero gola,chissà com'erano cucinati!

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    1. In genere inserisco un po' di mare per non farmi odiare troppo da mio marito, ma devo ammettere che sento il bisogno di vederlo (poi dopo un'ora che sono in spiaggia mi stufo).
      In Corea ho inaugurato il bagno in canottiera e alla fine non è poi così male. ^_^

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  2. Le stelle mi hanno fatto venire in mente per ilcolore arancione i ricci che fanno a Cagliari. Questa città direi che è troppo europea, anche se può essere rilassante dopo tanti giorni di Cina cinese essere ancora in Cina ma un po' meno. Ecco io mi ubriaco solo a leggere della stanza che ubriaca ;) Museo particolare.
    Anche a Berlino ho incontrato persone (spesso non tedeschi) che, appena saputo che sono italiana mi chiedevano se sono cattolica e si stupivano quando dicevo no. Un cliente olandese una volta è stato particolarmente insistente, ma lui secondo me era ubriaco :D

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    1. Molto europea, è vero. Ma con un cuore molto cinese ^_^
      Se ripenso a quella stanza mi gira la testa, lasciamo stare!
      Credo che la domanda (se sono credente) sia nata spontanea, dato che sembravo molto interessata ai cimeli religiosi (io invece stavo semplicemente curiosando). Sarebbe stato un po' complicato spiegare a un prete cinese come mai siamo atei, anche se la conversazione si stava svolgendo in un inglese comprensibile. Mi sono sentita in colpa però, mi è sembrato di prenderlo in giro.

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  3. Chissà che gusto hanno le stelle marine!

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  4. Che forte il vecchino tuffatore!
    Secondo me la birra in busta è per spararsela direttamente in vena...

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  5. Con questo post mi va sotto i piedi la considerazione per questo popolo,che invece di scandalizzarsi per i vestiti succinti e le spalline nude, dovrebbe scandalizzarsi per quella cosa oscena, tristemente oscena, che è la birra nella borsa. L'alcol merita rispetto, mi siete caduti in disgrazia ... non andrò mai in Cina, fino a che non avranno messo al bando tale barbara pratica.

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    1. Va detto che tale pratica è limitata esclusivamente a Qingdao, che probabilmente ha subito in maniera negativa l'influenza europea.
      Inaccettabile, ma io mi sento di perdonarli ^_^

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  6. Signorina? Per favore una stella e 4 ravioli: due viola e due arancio. Anzi, no, li vorrei tutti e 4 arancio, grazie. E mi raccomando la stella, non mi sbagli la cottura eh.
    Le vecchine che vendono gite in barca a fianco di cartelli che intimano i turisti a non acquistare gite in barca dalle vecchine :)

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    1. ^_^
      Tu hai avuto il coraggio di assaggiare qualche roba strana?

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    2. No no, però mi piaceva immaginare la scena :)

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  7. Ah, ecco da dove viene la birra dei ristoranti cinesi! Comunque la Casa della Sbronza mi sembra un'idea geniale :-D

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Consigli? Commenti? Mi piacerebbe molto sapere cosa ne pensate.

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