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lunedì 10 ottobre 2016Aggiornato il:

China trip #3 - White Horse Temple





Diario di viaggio in Cina
8 agosto 2016
Luoyang (Henan)


Sono tantissimi i posti vicino a Luoyang che vorrei visitare, ma alla fine il tempo non basta mai e oggi scelgo di andare al White Horse Temple non sapendo bene cosa aspettarmi. Un aspetto da non sottovalutare, durante un viaggio in Cina, è quello che a forza di vedere templi e santuari dopo un po' sembrano tutti uguali. La sorpresa, oggi, è proprio questa, siccome non avevo ancora visto niente di simile.



Incensi e preghiere
White Horse Temple

L'autobus impiega quasi un'ora, c'è un sacco di gente, e non avendo trovato posto mi ritrovo incastrata tra un gruppo di allegre anziane che chiacchierano ad alta voce. Appena usciti dalla città entriamo nella campagna, dove si susseguono piccoli centri abitati e tanto verde.

Il tempio si trova al capolinea, per arrivare all'ingresso bisogna passare attraverso un mercato dove si vendono in prevalenza incensi e oggetti religiosi, oltre a qualche souvenir tra cui i semi di peonie, il fiore simbolo di Luoyang (ogni anno ad aprile si svolge il Peony Festival). Non resisto e acquisto i sacchettini di tre diversi tipi di peonie, ignara del fatto che la procedura per riuscire a coltivarle sia lunga e complicata (non a caso lo chiamano il fiore della pazienza, potrebbero volerci anche 10 anni prima di veder sbocciare il primo bocciolo).

I bambini adorano farsi le foto insieme a Lore (che si presta sempre volentieri).

La prima cosa che mi colpisce, appena varcata la soglia del tempio, è l'atmosfera estremamente religiosa e l'atteggiamento devoto degli avventori. Spesso in Cina i luoghi di culto sono considerati più un luogo di ritrovo che di preghiera, e nei posti più famosi prevale l'interesse turistico rispetto a quello spirituale. Questo invece, essendo uno dei più antichi templi buddisti della Cina, richiama più che altro gente che si reca qui per pregare.

La piantina del Tempio

Esteticamente è uno dei posti più belli in cui sia stata, gli edifici sono inseriti armonicamente all'interno di un contesto naturale davvero meraviglioso. A guardarli dall'alto si vede una distesa di alberi da cui spuntano solo i tetti ricurvi. La struttura architettonica è tradizionale, elegante ma semplice, ricca di dettagli interessanti. Le pareti esterne hanno porte in legno intagliate e finestre rotonde. La pavimentazione dei cortili esterni che collegano le varie sale presenta motivi geometrici e decorazioni che ricordano i fiori e altri elementi naturali.

Negli incensieri vengono bruciate - oltre agli incensi - offerte di carta e candele profumate.

Una delle sale principali

Alcuni alberi sono considerati sacri, e questo non mi stupisce.
La cosa curiosa, però è che alcuni vengono concimati con questa sorta di "flebo".
Il complesso del tempio mimetizzato nella natura

Una porta incisa

Una curiosità sull'origine del nome di questo tempio, considerato la culla del buddismo cinese.
Pare che nel 68 AD due monaci indiani siano arrivati a dorso di un cavallo bianco nella residenza estiva dell'imperatore portando le prime scritture buddiste. L'imperatore allora fece costruire il tempio per conservare questa preziose scritture chiamandolo Tempio del Cavallo Bianco.

La statua di un raviolo gigante.
Pare che abbracciarlo porti fortuna.

Negli anni il tempio si è ampliato, e negli ultimi tempi in un'area adiacente si sono aggiunti templi di altre parti del mondo. Ce n'è uno thailandese, con la base bianca e i tetti a punta coloro rosso e oro, uno indiano, in marmo decorato, e uno birmano, completamente ricoperto d'oro. Sono fedeli riproduzioni che hanno un importante valore religioso, e che viste nei rispettivi paesi d'origine lasciano a bocca aperta, ma in questo contesto, rispetto alla sobria eleganza di quello cinese mi sono sembrate un po' pacchiane.

Alberi sacri (quello avvolto nella corda), visitatori, e uno studente.

Candele a forma di peonia

Statue all'interno di un padiglione espositivo

Una bimba osserva i fiori di loto e le carpe di un laghetto



Shopping a Luoyang

Oggi pomeriggio voglio dedicarmi a un po' di sano shopping, ma prima è il caso di mangiare qualcosa. Tornati in albergo, cerchiamo un posto nei dintorni e ci infiliamo in un ristorante con un grande cortile attirati dal profumo dei frutti di mare. Purtroppo non riusciamo a comunicare con le cameriere, che ci fanno gran sorrisi ma non capiscono una parola di quello che proviamo a chiedere (niente di così difficile, vorremmo solo mangiare). Salutiamo e tentiamo la sorte da un'altra parte.

Poco più giù troviamo un posticino di quelli che sembra di entrare a casa di qualcuno. La comunicazione risulta più semplice, anche perché almeno c'è un menu su cui ho imparato a riconoscere le parole "noodles", "carne" e "riso". Come sempre, dopo aver ordinato, resta la suspance perché non sappiamo mai di preciso cosa ci verrà servito, ma al primo assaggio capiamo di aver fatto centro. Ci arriva un semplice riso alla cantonese, buonissimo, e un piatto di spaghetti con una zuppa deliziosa. Ad ogni boccone mi scappano esclamazioni tipo "che buono!" e "mmmh!", gli altri avventori mi guardano ridendo e rido anch'io, perché immagino che sia una scena piuttosto buffa (un'occidentale che si esalta per la cucina casalinga di una modesta trattoria desta sempre grande ilarità).

Noodles con maiale e verdura in un brodo piccante delizioso
Riso cantonese
Tipici palazzi a Luoyang, con i balconi ingabbiati 

Bando alle ciance, lo shopping mi chiama. Per prima cosa seguo le indicazioni sulla cartina per andare al Carrefour, che lo so che ce l'abbiamo anche in Italia, ma sono curiosa di vedere quali prodotti ci sono, i prezzi, ma soprattutto il reparto alimentari. Lo ammetto, siamo dei patiti dei supermercati, siamo capaci di passarci delle ore. Trovo che ci sia da imparare molto sugli usi e sulle abitudini locali guardando come fa la spesa la gente.

Per alcuni articoli i prezzi sono assolutamente cinesi (ovvero molto bassi), per altri, specialmente quelli del reparto casalinghi, la qualità è commisurata al prezzo. Lore, essendo appassionato di cucina, si perde nel reparto pentolame, elettrodomestici e coltelli. Io mi butto tra gli scaffali dedicati alla cartoleria. Finiamo poi col fare una discreta spesa per il viaggio in treno di domani.


Piatti, ciotole e bicchieri in ceramica
Dove c'è Barilla c'è casa no?

Il giro shopping prosegue nella zona dei centri commerciali. Entriamo in quello che ci ispira di più e ne becchiamo uno che mi fa venire i luccichii agli occhi perché ci sono negozi particolari (ma cari) e anche perché sono pieni di luci colorate che sembra Natale.

Dato che le finanze mi permettono di guardare solo le vetrine (il mio buon senso mi ricorda che siamo solo a metà viaggio ed è il caso di essere parsimoniosa), mi consolo da MINISO, il negozio sponsor ufficiale di tutti mi miei acquisti. L'ho scoperto il primo giorno a Pechino ed è stato subito amore. Esco da lì con due bustoni di roba per un totale di ben 20 euro, e per oggi la pratica shopping si può considerare conclusa.


Un centro commerciale da sei o sette piani con addobbi e lucine colorate

Negozio modaiolo (in cui mi sarei comprata TUTTO)


Street Food

Non possiamo lasciare Luoyang senza assaggiare ancora qualche sapore tipico dello Henan nella via dello street food della città vecchia. Saltelliamo da una bancarella all'altra alla ricerca di qualcosa di sfizioso, e cominciamo con qualche spiedino. Mentre Lore affronta una coda spaventosa per assaggiare un hot dog particolare io mi metto in fila un po' più in là per i ravioli.

L'hot dog è fatto col riso al posto del pane e la salsiccia grigliata non è male, ma alla fine tutta quella attesa non è stata ripagata in pieno. Diciamo che non verrà ricordato come il piatto del secolo.
I miei ravioli invece sono uno spettacolo. Le donne dello stand in cui li ho presi sono una macchina da guerra. Ci sono due signore che impastano, riempiono e avvolgono la pasta fatta sul momento a un ritmo impressionante. Appena pronti vengono passati a un'altra donna che li mette a friggere in un pentolone, cinque minuti dopo sono cotti e vengono serviti in porzioni generose nelle vaschette (che vengono vendute alla velocità della luce). 

Ci siamo fermati a mangiare vicino a loro e non si sono fermate un secondo, e nel frattempo sono anche riuscite a portarci svariate birre fredde, senza MAI perdere il sorriso. Hanno davvero tutta la mia stima.

Spiedini assortiti

Il banco da lavoro delle maghe dei ravioli

Mr Hot Dog

I sorrisi da queste parti si sprecano

Una cosa è certa, quando comincio ad affezionarmi ad un posto è il momento di partire. Stasera avrei voluto stare in giro fino a tardi, ma stanotte abbiamo un treno da prendere (e una valigia da chiudere).

Se ancora avessi bisogno di conferme, posso dire che Luoyang mi ha insegnato un paio di cose sui cinesi e su me stessa.
La prima, che l'atteggiamento della gente nei miei confronti è lo specchio esatto di come mi comporto io. Per portarmi a casa un bagaglio di esperienze positive è importante il mio modo di pormi, e se in genere mi viene naturale essere gentile a volte ho bisogno di ricordarmi che cortesia porta cortesia, il sorriso porta sorriso, anche quando incontro la persona più burbera e diffidente.
La seconda, e non è una novità ma me ne stupisco ogni volta, è che basta uscire un po' dai luoghi segnalati dalle guide per trovare un modo di vivere più semplice e autentico, che mi fa scoprire piccole cose di grande importanza.

E concludo con un'ovvietà che però va detta, viaggiare mi fa davvero bene.





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Info pratiche:

White Horse Temple
Autobus K56 - K58 - K87 - K91 per Baimasi station (Baimasi è il nome del tempio in cinese)
Ingresso CNY 35

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21 commenti:

  1. Grazie che ci fai sognare!!!
    Ancora 9 mesi......e poi arriveremo.

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    1. Sarà praticamente un parto! ^_^
      Io non so ancora dove andrò, per ora mi rivivo questo viaggio raccontandolo, poi vedremo...

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    2. Tranne Xian credo farò un copia-incolla del tuo viaggio😊😊

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  2. Che voglia di abbracciare il raviolo gigante :)

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    1. Ovviamente non mi sono tirata indietro ;)

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  3. ho adorato Miniso!!! questa estate sono entrata in tutti quelli che ho incontrato nonostante abbiano tutti,più o meno, le stesse cose!!! e in ognuno ho comprato qualcosa!!! XD (ho trovato anche un Mumuso...coreano...anche li spese pazze!!!)

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    1. Non si può entrare senza comprare niente :) Io, a parte una valanga di roba di ogni genere, ho fatto scorta di maschere di bellezza. Sono praticamente le stesse che avevo trovato in Corea ma a un quarto del prezzo.

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  4. Ogni volta che leggo un nuovo post mi sale un pò l' invidia. Invidia sana, lo giuro.

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  5. Mi è venuta voglia di ravioli al vapore :D

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  6. Ammetto che di questo post più del tempio mi hanno affascinato gli spaghetti!

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    1. Fatti a mano, tra l'altro. Io quei sapori non so da dove arrivano, è difficile ritrovarli qui a Torino.

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  7. Be', tutto molto interessante, dal tempio al cibo ... ancheio mi sarei buttato sui ravioli (altro che hot dog!).

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    1. Che poi la salsiccia in Cina non la sanno proprio fare!

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  8. Che bello il tempio buddista, quelli che ho visitato finora mi hanno trasmesso un grande senso di pace e armonia. Il cibo -chettelodicoafare- sembra sempre incredibilmente appetitoso! Non vedo l'ora di vedere i tuoi acquisti cinesi ;)

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    1. Come al solito, alla fine del diario, arriverà il post sugli acquisti :)

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  9. Mia cara Ciccola ..viaggiare fa bene a tutti e questi tuoi reportage anche se tecnologici ci fanno un bene dell'anima..
    Tempio stupendo, l'albero cona flebo, il raviolone, queste leccornie meravigliose( i ravioli devono essere sublimi) ..
    Si confesso guardo molto le tue foto, perchè mi sembra quasi di entrarvi dentro, fisso tutti i particolari ..chissà c'è la speranza di poterlo fare anch'io un viaggio del genere? Ma quando mai visto i tempi delle mie vacanze...
    E va beh, meno male che c'è la nostra Ciccola..
    Una serena nottata e un bacio della buona notte!

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    1. Io penso che certe volte potrei anche solo mettere le foto, per lasciare libera l'immaginazione di chi guarda.

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  10. Comunque la vostra avventurosità gastronomica è fantastica.

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    1. Se penso che fino a 15-16 anni fa non mangiavo un sacco di cose...
      Adesso (a parte i fagioli) sono aperta ad ogni esperienza :)

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Consigli? Commenti? Mi piacerebbe molto sapere cosa ne pensate.

(Mi trovo costretta a inserire temporaneamente la moderazione ai commenti dei post più vecchi per tenere a bada lo spam. Abbiate pazienza, lo tolgo appena riesco a risolvere il problema).


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