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lunedì 17 ottobre 2016Aggiornato il:

China trip #3 - Nanchino (prima parte)



Diario di viaggio in Cina
9 e 10 agosto 2016
Nanjing (Jiangsu)


Ci svegliamo alle 3, dopo poche ore di sonno, con l'illusione di poterle recuperare sul treno che da Luoyang ci porterà a Nanchino (o Nanjing). Abbiamo i posti separati ma vicini, ci divide solo il corridoio. Il treno è pienissimo e c'è una temperatura polare.


Arriviamo a Nanchino dopo 9 ore e Lore sta male. L'aria condizionata ha colpito ancora. Per fortuna il nostro ostello si trova a poche fermate metro dalla stazione, e quando usciamo in superficie ci accoglie un caldo violento. 

Siamo in una zona commerciale, tra i grattacieli. Il nostro ostello è alle spalle di un grande ospedale, in un complesso di attività commerciali, abbastanza imboscato, ma molto carino.
Abbiamo tutto il pomeriggio a disposizione, ma purtroppo Lore è fuori uso, perciò aspirina e subito sotto le coperte a sfebbrare. Nel frattempo fuori scoppia un temporale, io faccio amicizia con i gatti dell'ostello, sistemo la roba da lavare e inizio a preoccuparmi perché controllando gli orari dei treni sul sito mi accorgo che la disponibilità per la prossima tratta è agli sgoccioli. Mi sono trovata così bene a Luoyang che ho completamente dimenticato di andare a fare i biglietti per la tappa di venerdì prossimo.

Appena Lore si sveglia (sta meglio) gli preparo un caffè e gli illustro il problema. Decidiamo di andare in stazione, dove ci aspetta una coda infinita agli sportelli, e quando finalmente tocca a noi l'impiegata ci dice che per questi biglietti devo tornare domani. Tempo sprecato, in una giornata già persa.
Pazienza.

Mi consolo col fatto che Lore sta effettivamente meglio, e con una cena coreana niente male.

Bibimbap

La reception dell'ostello col gatto soprammobile.


La prima cosa da fare stamattina è tornare in stazione. Dopo l'ennesima coda ho la conferma dei miei timori: per il giorno e l'orario che mi interessa non c'è più posto. L'unica soluzione è partire da Nanchino molto tardi, e arrivare a Qingdao in tarda serata. In mancanza d'altro li compro, invio una mail all'albergo per avvisare che faremo tardi e ho una nuova doccia fredda: mi rispondono che per gli arrivi dopo le 18 non possono assicurare la prenotazione.

Prenotare un altro albergo è fuori questione, il giorno del nostro arrivo comincia il festival della birra e non c'è posto da nessuna parte, a meno che non vogliamo ripiegare su un cinque stelle che ci costerebbe come tutta la vacanza. Alla fine vado alla reception del nostro ostello, dove ben pochi sanno bene l'inglese ma c'è un angioletto di ragazza che lo parla benissimo. Le spiego che ho bisogno di telefonare per risolvere il problema ma non so il cinese, e alla fine ci pensa lei.

Chiama, richiama, la richiamano. Tutto ok. A posto? Mi fa OK con la mano. Mi fido.

(Non è che non mi fidassi, ma spesso gli orientali hanno il vizio di dirti che va tutto bene anche quando non è affatto vero, per non deluderti o per non ammettere di non aver capito. Ma non è questo il caso, per fortuna.)

Il lago Xuanwu


Oggi il tempo è variabile ma continua a fare parecchio caldo.

Finalmente possiamo goderci la città, e cominciamo con una bellissima - e lunghissima - passeggiata lungo il lago Xuanwu. All'interno del lago ci sono cinque isole collegate da ponti, dove troviamo viali alberati, templi e addirittura un giardino di bonsai.
Sullo sfondo ogni tanto compaiono i grattacieli che compongono lo skyline moderno di Nanchino, e nell'acqua spunta una papera gialla gigante. Intorno al lago si trova un tratto delle vecchie mura della città, percorribili pagando un biglietto d'ingresso.


Viali alberati

Tavolette votive appese vicino ad un santuario vicino al lago

La statua di una dea, i fiori di loto e qualche grattacielo sullo sfondo

Le ruspe-gioco per i bambini non le avevo MAI viste

Fiori di loto e laghetto con le carpe nel Bonsai Garden

Foto nuziali con sfondo il lago e lo skyline di Nanchino

Sulla carta gli spostamenti a piedi sembrano molto più brevi, nella realtà è necessario prendere un mezzo anche solo per una fermata. Dopo un veloce spuntino cambiamo atmosfera e ci dirigiamo al Tempio di Confucio, dove arriviamo sotto una pioggia insistente.

Fino all'ultimo ero convinta che gli involtini in Cina non esistessero, poi li ho trovati.
Quello a fianco è un raviolo fritto gigante. (Una colazione leggerina).

Nella stazione metro del Tempio di Confucio (Fuzimiao) c'è un'enorme vetrata decorata
(di cui qui si vede solo un particolare).

Io ve lo dico, il Tempio di Confucio di Nanchino è forse il mio posto preferito di tutto il viaggio. Primo, perché mi aspettavo un tempio classico, con un ingresso, qualche padiglione e un uscita, e invece appena varcata la porta d'ingresso (gratuito) ci si ritrova all'interno di un quartiere antico meraviglioso con un reticolo di vie piene di negozi. Secondo, perché il complesso sorge sulle sponde di un fiume su cui si affacciano gli edifici e i ristoranti e su cui navigano le tipiche barche cinesi di legno.

Il Tempio è stato costruito nel 1034 ma ha subito diversi danni - e conseguenti ricostruzioni - fino alla più grave, avvenuta nel 1937 per mano dei giapponesi. L'ultima ricostruzione è del 1984, la costruzione originale è stata ampliata e sono stati inseriti molti edifici, utilizzando lo stile Ming. Nonostante tutto, il complesso mantiene un'atmosfera antica e autentica.

La mappa del Tempio di Confucio
Una via pedonale nel complesso del tempio

Devo ammettere che, complice la pioggia, la prima parte della visita l'ho dedicata ai negozi e allo street food.
In particolare trovo che i negozi di merchandising ufficiale (che fa un po' ridere avere lo shopping ufficiale di Confucio, ma funziona così) abbiano degli articoli davvero carini, ma purtroppo la qualità si paga e la roba è troppo cara per le mie tasche.

E poi scopro un negozio - si chiama Baleno - che non ha niente a che vedere con Confucio ma ha un reparto di abbigliamento completamente dedicato a One Piece e ad altri personaggi manga da perderci la testa. Magliette, vestiti, persino ciabatte e costumi, ci passerei la giornata (e mi comprerei tutto). I prezzi non sono bassi, ma qualche capo è in saldo e mi porto a casa una maglietta che è la fine del mondo e un giacchino per un mio caro amico.

Ravioli con ripieno di brodo, di cui ho imparato la tecnica per mangiarli con le bacchette
senza ustionarmi e senza perdere il ripieno (Lore invece continua a fare pasticci).

Il tempio, il fiume, i dragoni sulla parete, le imbarcazioni ferme e i tavolini all'aperto.

Lo street food del Tempio di Confucio

Nel frattempo il cielo si è aperto e sta uscendo il sole. Continuiamo la visita arrivando al fiume dove c'è un grande muro con i draghi e una porta. Girelliamo nelle viuzze dove però ci sono più che altro negozi che vendono paccottiglia e torniamo nella piazza, dove si affacciano ristoranti e negozi particolari di caramelle.

Mentre osservo i ragazzi che lavorano all'impasto dolce mi sento grattare un braccio e faccio un salto dalla paura, ma mentre scappo via ci rimango male. Mi sono spaventata a morte per una vecchina cieca che mi chiedeva una moneta. Lore mi prenderà in giro per tutta la vita per questo.
(Ogni tanto mi tocca con le unghie e mi fa i versi).

Un altro tratto di fiume

Un altro punto di vista (rovinato solo dai palazzoni sul fondo).

Appena fuori dal tempio è segnalato un complesso di abitazioni di importanza storica, ma non riusciamo ad andare oltre il cancello di una residenza privata. Allora torniamo nei pressi del tempio, dove si susseguono enormi negozi di oggetti per la cucina, e poi torniamo in ostello, che siamo in giro da stamattina e le gambe chiedono pietà.

Non ho ben capito se è una casa, un magazzino, o un negozio,
comunque i gatti stanno facendo buona guardia.

Abitazioni nelle vie interne dalle parti di Pipa street

Per cena mi lascio ispirare da un ristorante giapponese minuscolo. Nanchino ha un'offerta culinaria fantastica, si trovano le cucine di tutto il mondo e stasera ho voglia di Giappone. La signora ha un sorriso e una gentilezza incredibile, non parla inglese ma ci capiamo lo stesso. Corre persino nel ristorante di fronte a prenderci due birre, dato che loro hanno solo te verde o acqua.
Mi arriva un tonkatsu (la cotoletta panata) con curry, un mix di due piatti che insieme però non stanno per niente male, sushi, insalata di alghe e altri piattini sfiziosi per accompagnare una cena davvero ottima.

Concludiamo questa intensa giornata in ostello, ai tavoli del pub dove stanno proiettando un film in bianco e nero mentre due ragazzi giocano a biliardo. Mi piace questa atmosfera rilassata, mi ci trovo davvero bene, infatti me ne sto tranquillamente in pigiama a bermi la birretta della buona notte scrivendo appunti e controllando le mappe su internet.

Per cominciare un po' di sushi, insalata di patate. insalata di wakame, insalata mista con cavolo.

Tonkatsu con curry






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Info pratiche:

Viaggio Luoyang - Nanjing
Train T (8h 27m - 821 km) 4:36 - 13:03
Siccome è una tratta piuttosto lunga (il treno compie complessivamente 2355 km in 29 ore da Lanzhou a Hangzhou) ho acquistato in anticipo i biglietti su travelchinaguide.com per paura di non trovare posto. CNY 142
Nanjing ha due stazioni. I treni dell'alta velocità arrivano e partono da Nanjing South, tutti gli altri in quella centrale vicino al centro città. Entrambe le stazioni sono collegate dalla metropolitana.

Ostello a Nanjing
Nanjing The Fleeting Time Hostel
no 193 Shigu Road
Da Nanjing Railway Station: Metro 1 (5 stop) per Xinjiekou e Metro 2 (1 stop) per Shanghai Road exit 3 - Da Nanjing South Railway Station: Metro 1 per Shanghai Road exit 3
Appena usciti dalla metro tirate dritto e svoltate a sinistra. Attraversate il complesso dell'ospedale e girate a destra nella via. Sulla sinistra, vicino a un ristorante, trovate un arco, sorpassatelo. L'ostello si trova al fondo della piazzetta sulla sinistra.
L'ostello è molto carino, pulito, c'è una grande sala comune con un pub, un angolo cinema e un biliardo. Ho prenotato una camera doppia con bagno privato (CNY 390 per 3 notti).

Xuanwu Lake
Metro 1 per Xuanwunmen station exit 3 o 4
Ingresso gratuito

Tempio di Confucio (Fuzimiao)
Metro 3 per Fuzimiao
L'ingresso al complesso è gratuito. Si paga l'ingresso per la Sala Dacheng (CNY 30) e per la Scuola Jiangnan (CNY 25).
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18 commenti:

  1. Bellissima la foto della statua della dea con i grattacieli sullo sfondo.
    Credo che il tempio di Confucio sarebbe piaciuto molto anche a me, un po' meno dovermi occupare di così tanti imprevisti! E con quel freddo sul treno, altro che la sciarpina e le calzine che ci siamo portati noi in nave!
    L'atmosfera degli ostelli piace tanto a nche a me, bellissimi i B&B ma gli ostelli hanno quel non so che dei viaggiatori che nel B&B manca.

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    1. Io ci provo a fare in modo che fili tutto liscio, ma ogni volta qualche imprevisto deve per forza succedere. Mi mette un'ansia! Anche perché mi agito e per i primi momenti mi sembra impossibile da risolvere. Poi mi calmo e la soluzione si trova sempre (per fortuna).
      Io in B&B non li prendo quasi mai in considerazione, preferisco sempre gli ostelli (anche se ormai la gioventù l'abbiamo passata da un pezzo). Specialmente quelli dove c'è la cucina in comune, perché a Lore piace cucinare e si porta sempre un pacco di spaghetti da casa nel caso in cui si presenti l'occasione di far assaggiare un piatto di pasta italiana a qualcuno. Quest'anno purtroppo non è capitato mai.

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    2. Anche io li preferisco, i B&B sono al secondo posto per le mete in cui gli ostelli non esistono. Idem per l'uso della cucina, ma non per motivi di socializzazione, rimango un orso anche in ostello ;)
      Anche io mi agito, e mi sento in colpa per non aver previsto l'imprevisto... Gli imprevisti rendono il viaggio un'avventura, vediamola così ;)
      Buon fine settimana.

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  2. Bella anche questa parte del viaggio ... non mi è sfuggio il GoodyGoody orientale, e il fantastico cibo (l'avrei fatta volentieri quella grassa colazione... non mi credi?).

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    1. Magari tutte le mattine no, ma ogni tanto ci sta! (Non pensavo, ma involtini e caffè stanno benissimo in accoppiata).

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  3. Ora però devi spiegarci come hai fatto a mangiare i ravioli col brodo senza morire ustionata o sfracellare tutto!

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    1. Istruzioni per mangiare i ravioli col brodo senza fare danni (il mio metodo, appreso dopo un'attenta osservazione della gente nei tavoli di fianco, che ancora un po' mi chiedeva se volevo una foto - ma io avrei preferito un video).

      Questi ravioli in genere hanno la chiusura in alto che lascia una piccola apertura, ma spesso in cottura si sigillano, perciò bisogna:
      - pizzicare con cautela il raviolo usando le bacchette (attenzione, basta un buchetto un attimo più grande e il brodo si riverserà tutto fuori)
      - lasciare uscire un po' di vapore bollente
      - avvicinarsi al raviolo e ciucciare piano il contenuto (delizioso)
      - eseguire questa operazione con cautela e prendendosi il tempo necessario, così nel frattempo si raffredda
      - quando il raviolo è abbastanza sgonfio prenderlo con le bacchette e ficcarlo tutto in bocca

      Ripetere l'operazione per gli altri ravioli. Si arriva all'ultimo che la temperatura è umana e (in teoria) ci si è preso la mano. :)

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  4. Leggo riga per riga i tuoi post e quando finisco vorrei scrivere tremila cose, ma faccio confusione nella mia testa :D
    Cmq, tutto bellissimo, imprevisti a parte... Io a dover risolvere degli imprevisti in una lingua che proprio non conosco, sarei morta!

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    1. Capisco, io a volte quando leggo i post prendo appunti (giuro).
      Comunque, tu pensa me. Quelli pretendevano che telefonassi, perché l'inglese non lo sapevano mica! Io invece il cinese UFF, praticamente lingua madre.

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  5. L'aria condizionata è mortale, anche la Pelosa Metà è stata colpita quest'estate :(
    Bellissimi posti, ma ho apprezzato soprattutto le ruspe giocattolo e il cibo.
    Chissà se i ravioli con il brodo si trovano a Milano? Suppongo di sì perché abbiamo una comunità cinese antichissima, ma devo scoprire come trovarli. E poi come mangiarli.

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    1. Ogni singolo viaggio - mannaggia - l'aria condizionata ci rovina almeno un giorno.
      Allora, i ravioli sono tipici di Shanghai, se li trovi in giro fammi un fischio che vengo a fare scorte per l'inverno.
      A Torino sono quasi certa che non esistano, ma se qualcuno ha notizie si faccia avanti!

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    2. Scusate se mi inserisco nel commento, ma so dove trovare i ravioli con il brodo a Milano! Io li ho presi in questo ristorantino in via Paolo Sarpi: Tang Gourmet Dim Sum Restaurant (via Sarpi 17). E' un posticino piccino dove ordini dirretamente alla cassa e poi in un nano secondo ti arriva la roba al tavolo! Non essendo ancora stata in Cina non ti so dire quanto siano "original", ma il menù mi è sembrato 1000 volte più genuino di quello dei soliti ristoranti cinesi. Io non sono di Milano, ma quelle volte che ci vado cerco di andarci! La prossima volta però mi sa che andrò in un coreano, mi manca troppo la loro cucina e purtroppo non la trovo da nessun'altra parte!

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    3. Grazie per l'informazione!

      Tra le bozze ho un post sul ristorante coreano che ho provato a Torino (è l'ex Ginza in corso Vittorio) se ti capita provalo.

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    4. Mi inserisco anche io ma solo per ringraziare e prendere nota, perché i ravioli hanno incuriosito anche me, se dovessi capitare a Milano quindi...
      Mi segno anche il coreano di Torino perché mi è rimasto nel cuore il vietnamita di Berlino, perciò mi fido di te :D

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  6. La ruspa-gioco!! Fantastica!
    Ah gli imprevisti in viaggio, io sono pessima a gestirli, anche se alla fine per fortuna si riesce quasi sempre a risolvere in qualche modo! Comunque l'importante è che alla fine sia andato tutto bene. Mi piace moltissimo il tempio di Confucio, e il katsu-curry finale... che bontà!
    Un giorno poi dovrai farmi un corso accelerato della segretissima tecnica mangia-ravioli con brodo! XD
    Un abbraccio Simona, è sempre una gioia leggere i tuoi diari! :)

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    1. Ho descritto la tecnica qualche commento più su ^_^
      In un certo senso Nanjing mi è sembrata una città molto "giapponese, pulita, ordinata, con templi bellissimi in mezzo ai grattacieli.
      Grazie!

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  7. Gli imprevisti, che stress! Io pure cerco di pianificare tutto prima di partire, ma spesso non ci si riesce a fare bene un'idea di quanto tempo possa essere necessario per visitare un certo posto ...
    Ma le ruspe giocattolo??? Avranno un loro significato metaforico? Sociale? Storico??? Mai viste in nessuna parte del mondo.
    Sai, la Cina non l'avevo proprio mai considerata come Paese da visitare, però più ti leggo e più mi viene voglia (mi tira solo un po' indietro il fatto che sono vegana, se non parlano inglese come fargli capire cosa non mangio???)

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    Risposte
    1. Piatti vegetariani ce ne sono tantissimi, anche se spesso è meglio evitare le zuppe perché è difficile capire se il brodo l'hanno fatto con la carne o no. Ma vegano...la vedo dura. Forse l'unica soluzione è soggiornare in un appartamento o in un ostello dove ci si può cucinare da soli gli ingredienti che abbondano sia al mercato che nei negozi.

      Ps le ruspe giocattolo hanno un solo significato: sono troppo avanti! :)

      Elimina

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(Mi trovo costretta a inserire temporaneamente la moderazione ai commenti dei post più vecchi per tenere a bada lo spam. Abbiate pazienza, lo tolgo appena riesco a risolvere il problema).


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