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venerdì 15 maggio 2015Aggiornato il:

Ritorno a Saigon



Diario di viaggio in Vietnam
Sabato 21 febbraio



Dunque è arrivato il giorno della partenza, saliamo sul taxi e ci apprestiamo a salutare Nha Trang sotto un cielo nuvoloso e malinconico per raggiungere l'aeroporto. Dopo una ventina di minuti il tassista comincia a borbottare qualcosa guardando il cruscotto, pare che si sia accesa una spia, e poi si ferma. Scendiamo tutti, apre il cofano. Fumo. Radiatore completamente a secco.

Trova una bottiglia d'acqua nel bagagliaio ma non basta. Intanto cominciano le battute. E' un segno vedi?, vuol dire che non dovete partire. A prolungare il visto non ci va niente. Tu Simo ormai sei vietnamita, se torni a Torino ti trovi male.

Nel frattempo il tassista chiama i rinforzi (ovvero si sbraccia appena vede passare un collega), e arrivano in soccorso altri due taxi. Uno molla dell'acqua e se ne va, ma per non allungare la strada decide di farsi 300 metri in retromarcia, l'altro si ferma di fianco a noi in mezzo alla strada, senza prendere nemmeno in considerazione di accostare vicino al marciapiede.

Dopo tre bottiglie d'acqua risaliamo a bordo, pericolo scampato (o dovrei dire occasione perduta?), l'aeroporto ci aspetta.

Nuvoloni e paesaggio dal finestrino del taxi
Nha Trang




Piccolo problema tecnico
Taxi Nha Trang

Arriviamo all'ingresso dell'aeroporto e tocca salutarci. Niente, gli addii non fanno per me. Tra baci e abbracci mi parte il lacrimone e resto magonata per tutto il giorno, mi dispiace, sono fatta così.


Volando verso sud
Volo

Tornare a Saigon è un po' come tornare a casa, mi sembra di essere stata in questa città una vita fa ma è tutto così familiare. Saliamo in taxi e ci rendiamo conto però che sembra una città fantasma, ben diversa da come l'abbiamo vissuta tre settimane fa. Contro ogni previsione (ma figurati se a Saigon i negozianti fanno festa!) è tutto chiuso, e in giro non c'è quasi nessuno. Fa quasi impressione.


Momento pessimismo e fastidio. Mi faccio una doccia, ne approfitto per farmi un bel pianto liberatorio, e ritorno in me. Siamo in vacanza, siamo in Vietnam, cosa diavolo è questo sconforto?
Mi consolo con un delizioso pranzetto e mi torna il buonumore (prima o poi vi parlerò dell'emotività del viaggiatore, brutta bestia).


Ristorante (per fortuna) aperto e ottimo pranzetto
Saigon

Luc lac con riso e verdure
luc lac

Bistecca con salsa e patatine
Vietnamese food

E' una splendida giornata, e anche se non posso fare tutto lo shopping che avevo in mente pazienza (mi sono trattenuta per tre settimane, sapendo che saremmo tornati a Saigon, e ora non posso comprare niente, sarà un segno?).

Andiamo al palazzo della Posta centrale, dove i negozi di souvenir sono aperti. Non siamo altrettanto fortunati al mercato Ben Than, che invece è chiuso, e le bancarelle sulla strada vendono solo frutta. Devo dire però che non me la ricordavo così bella questa città. Ci fermiamo a prendere un caffè e continuiamo a guardarci intorno straniti. Venti giorni fa non potevamo nemmeno attraversare la strada per il traffico di motorini, oggi in giro non c'è quasi nessuno.
Questa è un'altra cosa da prendere in considerazione, quando si viene in Vietnam. Il caos diventa parte integrante del posto, e se i primi giorni sconvolge, infastidisce o fa paura, poi diventa un sottofondo quasi folcloristico a cui ci si abitua. Infatti quando non c'è se ne sente la mancanza.


Palazzo della Posta
Palazzo della Posta - Saigon

Municipio
Saigon

Le case di Saigon
Saigon

Bancarelle di frutta al mercato coperto Ben Than
Ben than

Negozi chiusi e strade deserte per il Tet
Saigon

Stasera andiamo nel quartiere frequentato dai backpackers (ve ne avevo parlato qui), dove ci sono prevalentemente turisti, locali per turisti, e menu per turisti. Troviamo un localino in una viuzza tranquilla, dove i ristoranti sono così piccoli che i tavoli invadono la strada e sembra un po' di stare in una città europea. Prendiamo un piatto di ravioli, insalata con tonno e una zuppa con maiale. Piatti abbastanza buoni e prezzi nella media, considerata la zona.

Quando usciamo i pub sono già pieni, la musica è alta e le ragazzine vietnamite agghindate per far piacere agli stranieri mi provocano tristezza e fastidio. Chissà se si divertono davvero come vogliono far credere, con i loro sorrisi e la nonchalanche con cui accettano una mano sulle chiappe. Non ci voglio pensare, e forse non è questo il posto giusto per esprimere i miei pensieri in proposito.


Il quartiere dei backpackers
Saigon

Involtini, pho e insalata con salmone.
Vietnamese food

Movida vietnamita a Saigon
Saigon


Torniamo in hotel a piedi, una passeggiata notturna che conclude un'altra splendida giornata. La penultima qui in Vietnam.











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Info pratiche:

Volo Nha Trang - Ho Chi Minh City (Saigon) circa 40 minuti.

Saigon Central Post Office
2 Công xã Paris, Bến Nghé

Bến Thành Martket
Lê Lợi, Bến Thành


I luoghi di Saigon visitati oggi:
Cartina Saigon
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16 commenti:

  1. Viene il magone anche a me a leggere della tua tristezza sugli addii, anche se ormai è passato del tempo dal ritorno dal Vietnam ti mando un abbraccione consolatorio!

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    1. Eh eh, sono troppo emotiva, tutto qua. Comunque l'abbraccione lo accetto volentieri!

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  2. Io non sono mai triste alla fine di una vacanza, la sento come una cosa bella che però non può durare per sempre e che devo tornare a casa. Qui invece mi sento triste e vorrei tornare a casa, ma devo rendermi conto che non è una vacanza.

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    1. Clyo così mi fai piangere!! Mi dispiace sentire che sei triste...

      Io ero triste perché ho dovuto salutare mio suocero, e per quanto sono felicissima per lui e la sua vita in Vietnam ci manca tantissimo. Oltretutto dopo tre settimane insieme tutto il giorno ho faticato un po'. La fortuna è che mi passa subito.

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    2. Ma no! non essere triste... è il mio mood del mese, perché a Maggio sono un po' nostalgica (e poi lo sai che sono una lagna!) ;-D

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    3. Mmm, non so se mi hai convinta.

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  3. Però pensare un po' anche a quello non fa male...

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    1. Non mi sembrava pertinente col diario, ma ci ho pensato e ci penso ancora tanto. Se riesco a mettere insieme le idee approfondirò il discorso in un post a parte.
      Ciao Silvia ♥

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  4. Ciboooo... la cosa che amo di più nelle tue foto! xD

    Le case di Saigon sono veramente "particolari".. non so se mi fanno simpatia o impressione. :p

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  5. L'ultimo cibo non mi esalta, mentre le prime foto sì, sembrano più "composte".
    Le case di Saigon sono belle, sembrano tante cassette di legno colorate^^
    Aspetto il post sull'umore del viaggiatore!

    Moz-

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    Risposte
    1. Abbastanza complesso, ma ci sto lavorando. Ci provo ^_^

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  6. Peccato per lo shopping! Ti capisco!
    Che bella città!

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    Risposte
    1. Non ho seguito la regola del "se una cosa ti piace prendila subito che poi non la trovi più". Alla fine comunque sono riuscita a portare a casa regali per tutti ^_^

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  7. Mi ha colpito il grattacielo di Saigon con la forma ispirata al loto, davvero particolare :) ma il piccione hippie?! XD

    [Ti metto tra i link del blogroll, così riesco a seguirti decentemente. Chiedo perdono.]

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    Risposte
    1. Il piccione è troppo forte!

      (Non ti preoccupare, ti capisco. Ho un arretrato che non recupererò mai!)

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(Mi trovo costretta a inserire temporaneamente la moderazione ai commenti dei post più vecchi per tenere a bada lo spam. Abbiate pazienza, lo tolgo appena riesco a risolvere il problema).


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