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giovedì 6 novembre 2014Aggiornato il:

Tour de force culinario (e non) a Seoul



Diario di viaggio in Corea
22 agosto 2014



Penultimo giorno a Seoul (e in Corea). Questo si traduce in: dobbiamo visitare il più possibile, camminare come i pazzi, girare la città in lungo e in largo, scovare gli angoli nascosti e i quartieri che ancora ci mancano ecc. ecc.

Detta così mette un po' d'ansia, e invece questo è stato uno dei viaggi più rilassati degli ultimi anni (forse perché non ho dovuto avere niente a che fare con le ferrovie cinesi). Certo, un po' di frenesia mi è presa, specialmente quando ho iniziato a pensare che prima o poi dovrò fare la valigia.

Ma andiamo con ordine.

La nostra prima tappa è Hongdae, che essendo un quartiere super giovane e pieno di locali andrebbe visitato di notte. Noi invece ci andiamo di prima mattina, e infatti è - giustamente - tutto chiuso. L'errore madornale nell'orario ci regala però un evento a sorpresa: capitiamo nel bel mezzo della festa di laurea in università! Ci infiliamo tra i parenti e rubiamo qualche scatto ai neo-laureati, che presi dall'emozione non si accorgono di noi (e meno male, io mi sto vergognando tantissimo).

Seguiamo il corso principale dove immagino di trovare murales o almeno qualche scritta sui muri dato che si chiama Wall Painting Street, ma troviamo solo un giardinetto con qualche tossico che batte moneta. Qualche disegno c'è invece in Picasso Street e i murales più belli secondo me sono in Club Street.

Mattina a Hongdae
Hongdae




Come si fa a fare quelle scale da sbronzi?
Hongdae

KT&G Sangsang Madang
Complesso culturale con cinema, sala concerti, galleria espositiva e studio fotografico.
Hongdae

La replica del castello dell'orologio di Praga è una stupenda birreria/bistrot.
Hongdae

Alcuni murales
Hongdae


Proseguiamo a piedi in Wausan-ro e attraversiamo l'area dei caffè di Sangsu-dong per andare nel centro commerciale oltre la fermata metro Sangsu, la nostra seconda tappa di oggi.
L'intenzione è quella di svaligiare il reparto alimentari, e ci andiamo molto vicino. Adesso sì che sarà un bel problema far stare tutto in valigia! Però abbiamo comprato un sacco di cose buonissime, e anche un bel po' di regalini.

Pausa pranzo nel ristorante del centro commerciale, dove possiamo scegliere diversi tipi di cucina. Cinese, giapponese, coreana, italiana, messicana. L'imbarazzo della scelta. C'è una cassa centrale, si scelgono i piatti riprodotti nelle vetrine (ognuno ha un numero), si paga e ci si siede in attesa che il telecomando che ci consegnano suoni. A quel punto si individua sul tabellone il banco in cui andare a ritirare il proprio vassoio e buon appetito.

Mi ritrovo con una zuppa dal colore spaventosamente inquietante. Il grado di piccantezza non è classificabile, dopo un timido assaggio mi ritrovo con due labbra a canotto e la gola in fiamme.
Faccio a cambio con Lore (che ha scelto molto meglio di me) e lo vedo soffrire nel tentativo di domare quell'inferno liquido. Dice che nonostante tutto è buono, ma sotto sotto penso che voglia morire.

Sangsu-dong Cafe Street: installazioni artistiche.
Sangsu

 Locali storici in legno.
Sangsu

Centro commerciale
Sangsu

In questa foto: larve in scatola - (carissima) pasta italiana - la sala ristorante - i due menu del pranzo che abbiamo scelto. Scommetto che avete già capito qual è quello infernale. 
Seoul Market


Senza sosta ci dirigiamo verso la nostra terza tappa: Itaewon. Guardiamo velocemente la via principale (ci siamo già passati all'inizio del nostro viaggio in Corea) e andiamo in Antique Street. La zona è bellissima, piena di botteghe di antiquariato e negozi di usato che si susseguono in un piccolo corso alberato dai sapori internazionali.

Arriviamo nei pressi del LEEUM (Museo d'arte) dove ci sono esposizioni permanenti e uno dei famosi ragni giganti di Louise Bourgeois (ne avevo visto uno a Roppongi, Tokyo).
Inizia ad essere tardi e non ho molta voglia di chiudermi in un museo. E poi lo ammetto, volevo solo vedere il ragno gigante e speravo che fosse visibile dall'esterno, invece si intravede appena ed è nascosto dagli alberi.

Disegni sui muri a Itaewoon
Itaewoon

Negozio di antiquariato
Itaewoon

Palazzina nei pressi del museo d'arte.
Itaewoon

Dopo una giornata così intensa è il caso di tornare in ostello (è tutto il pomeriggio che ci trasciniamo le buste della spesa). Stasera vogliamo andare a farci una bella grigliata nelle viuzze piene di risto-zozzi (soprannome che può sembrare dispregiativo ma non lo è), però conviene andare sul tardi, quando c'è un bel movimento. Visto che siamo a due passi facciamo un bel giro a Insadong, dove ci scappa ancora qualche souvenir.

Quando ci infiliamo nei vicoli di Jongno abbiamo l'imbarazzo della scelta. I ristoranti sono tutti pienissimi e l'odorino che arriva è da svenimento. Il marciapiede è invaso dai tavoli, c'è un delirio di gente. Ne scegliamo uno a naso (letteralmente), ci dicono che se vogliamo mangiare fuori c'è da aspettare ma se vogliamo star dentro un posticino ce lo trovano. Vada per dentro.

Ci ritroviamo in un angolo di questo locale storico (le foto alle pareti suggeriscono l'età del posto) che negli anni non deve aver subito molte modifiche. I muri sono scrostati, la piccola sala è sfruttata al massimo, ogni spazio utile è occupato da un tavolo. Fa solo un po' caldino e devo fare attenzione a non toccare il tavolo con le gambe per non ustionarmi, ma nel complesso questo posto è bellissimo! Pochi fronzoli, ottima carne e un proprietario a cui va tutta la mia stima. (Dopo ben venti giorni ho imparato grazie a lui come si abbinano le salse alla carne, meglio tardi che mai).

Shopping a Insadong

Messi in un angolo, dietro al gabbiotto della lavapiatti,
abbiamo gustato la grigliata più buona del mondo.


Domani è il nostro ultimo giorno in Corea, mannaggia al tempo che si mette a correre sul più bello!






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Info pratiche:

Hongdae
Metro Line 2 Hongik University exit 9
www.visitseoul.net/en/


LEEUM, Samsung Museum of Art
60-16 Itaewon-ro 55-gil, Yongsan-gu, Seoul
Ingresso 10,000 KRW
10.30 - 18.00
http://leeum.samsungfoundation.org
Metro Line 6 Hangangjin Station exit 1
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12 commenti:

  1. A parte la replica dell'orologio di Praga, che trovo trash, il resto è davvero bellissimo.
    Han fatto qualcosa di particolare per la laurea?
    Quanto costava la Barilla in euro?

    Moz-

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    Risposte
    1. In realtà la birreria di Praga è fighissima, ma a me le cose trash piacciono ^_^
      Un pacco di Barilla costa circa 4,50 euro, abbastanza caro. Se consideri quanto costa poi il sugo fai prima ad andare a mangiare fuori.

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  2. Accipicchia che cara! Meno male che qua in Cina i costi sono decisamente minori. E che schifo le larve in scatola! Per fortuna non le ho MAI viste nel negozietto coreano che ho sotto casa!!!

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    1. In scatola almeno non hanno odore (almeno finchè la scatola è chiusa). Bleah!

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  3. La birreria finto praghese è una meraviglia!
    Carinissime le mucche e il bambino con la pentola in testa!
    I piatti mi fanno sempre gola, perfino quello inclassificabile. Ma loro come faranno?

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    Risposte
    1. Secondo me quel piatto era esagerato anche per un coreano, dovevo immaginarlo dalla faccia della cassiera quando l'ho ordinato. Si saranno fatti un sacco di risate alle nostre spalle!

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  4. Quanti fili dell'elettricità !!!

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    Risposte
    1. Quella stessa mattina c'era un elettricista sul palo che stava abilmente districando la matassa per riparare un guasto. Ma come fanno??

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  5. Increidibile, mi hai fatto venire voglia di vedere Seoul, che è sempre stato uno degli ultimi posti al mondo che avrei preso un considerazione per un viaggio! :-D

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  6. Quella zuppa deve essere stata davvero un piccolo inferno in scodella!!!
    Adesso però sono curiosa di sapere come si abbinano queste salse! :-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Un livello di piccantezza ai limiti della legalità!

      Elimina

Consigli? Commenti? Mi piacerebbe molto sapere cosa ne pensate.

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