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venerdì 19 settembre 2014Aggiornato il:

Gyeongju, museo a cielo aperto



Diario di viaggio in Corea
11 agosto 2014




Questa mattina il cielo è sereno e c'è un bel sole caldo. Il meteo promette ancora tempesta, ma al momento si direbbe proprio che sbagli.

Lasciamo il nostro ostello prestissimo, insieme ad un bigliettino di saluti per il ragazzo della reception che non c'è ancora e usciamo in strada. Dobbiamo prendere la metro per andare alla stazione degli autobus, fare i biglietti e partire.
Non ho ben chiaro dove sia questa stazione, ma a volte mi dimentico che sono in Corea e che certe preoccupazioni non hanno senso di esistere qui. (Direi che è quasi impossibile perdersi, con tutte le indicazioni e i cartelli che ci sono).

Arriviamo prima del previsto, quindi riusciamo a prendere l'autobus espresso per Gyeongju, che è quello che costa un po' di più essendo più lussuoso.
Ci sono solo tre sedili per fila, uno singolo e due vicini. Le poltrone sono perciò molto larghe e hanno ogni comfort. Ci si può sdraiare e tirare su l'alza-piedi, il poggia testa ha le casse stereo incorporate per ascoltare la musica (comandi sul bracciolo) e l'imbottitura del sedile in pelle è avvolgente e comodissima. Questo sì che è viaggiare.




L'interno del nostro super confortevole autobus
Korean Bus

Attraversiamo quasi tutta la Corea del Sud in diagonale, Gyeongju si trova vicino alla costa sud-est della penisola coreana. Durante la prima metà del viaggio il paesaggio è prevalentemente montuoso e il colore predominante è il verde. Ogni tanto si scorgono dei paesini sulle colline, con qualche casa tra cui spunta il campanile di una chiesa. Di templi invece se ne vedono pochi, anche perché in Corea si trovano quasi tutti in montagna nascosti dalla vegetazione.

Verso metà strada facciamo una sosta in un autogrill, e il viaggio dura in tutto quattro ore e mezzo.

L'itinerario di viaggio da Seoul a Gyeongju
Itinerario Corea

Autogrill coreano
Korean Autogrill

L'autobus lascia l'autostrada, e dopo pochi metri i tetti delle case tradizionali ci dicono che siamo arrivati a Gyeongju: sembra di essere in luogo fermo nel tempo, in un'altra epoca rispetto a quella in cui si vive a Seoul. Poche macchine, poca gente in giro, aria pulita e un sole limpido e caldo. Quando recuperiamo il nostro bagaglio e usciamo in strada ci mettiamo un po' a capire dove siamo.

Seguendo le indicazioni della cartina che mi aveva mandato il proprietario della guesthouse troviamo facilmente la strada giusta. Il quartiere è tranquillo, le case sono una più bella dell'altra, con i vicoli stretti e le porte aperte sui cortili.

Paesaggi cittadini completamente diversi da Seoul:
a Gyeongju le case sono basse, di architettura tradizionale e in mezzo al verde.
Gyeongju
La guesthouse è facilmente riconoscibile, dato che il muro esterno è dipinto di giallo. La porta è aperta, e la prima impressione è un misto di stupore, ammirazione e felicità: questo posto è stupendo. Nel cortile pieno di piante ci sono i proprietari: due persone divertenti, molto aperte, particolari, con cui entriamo subito in sintonia.

Prima di entrare in casa bisogna togliersi le scarpe, e all'interno c'è una grande sala comune, una cucina attrezzata, due dormitori e una stanza. Sopra ci sono altre tre camere e una libreria. Il tanto temuto bagno in comune alla fine si rivela più confortevole di quanto potessi sperare, perché in realtà i bagni sono tre e la pulizia è la prima cosa che salta all'occhio.

La nostra camera si trova al piano di sopra ed è in stile coreano. Ondol (sistema di riscaldamento a pavimento per l'inverno) YO (materassi tradizionali coreani, simili al futon giapponese ma più sottili) una finestra scorrevole in legno e soffitto con le travi a vista. Semplice ma spaziosa, e c'è pure l'aria condizionata. Le porte di tutte le stanze non hanno chiavi, ma volendo si può usare il proprio lucchetto (cosa a cui noi non abbiamo neanche pensato).

Questa è davvero la mia casa dei sogni.

Il cortile. 
Al fondo c'è il portone di ingresso, sulla sinistra uno dei bagni
e sulla destra la porta di casa con dei disegni carini sul muro.
Homonomad

L'interno della casa visto dal piano di sopra
Homonomad

La nostra camera
Homonomad


Sistemiamo le nostre cose e usciamo. Gyeongju è stata la capitale del regno dei Silla per mille anni e la valle che la ospitava presenta ancora oggi una tale concentrazione di edifici storici, templi e reperti da essere considerata un vero e proprio museo a cielo aperto.

In città ci sono diversi Tumuli, le tombe dei reali Shilla e dei loro famigliari. Si presentano come collinette erbose ma all'interno oltre alla tomba nascondono anche dei tesori (per come sono state costruite ricordano le piramidi egiziane). Noi oggi visitiamo quelle che si trovano nel parco cittadino aperto gratuitamente al pubblico. E' incredibile come su alcuni di questi tumuli siano cresciuti addirittura gli alberi.

I tumuli e il parco
Gyeongju Tumuli


Gyeongju Tumuli

Gyeongju Tumuli

Gyeongju Tumuli

Gyeongju Tumuli

Nel centro di Gyeongju ci sono negozi, mercati e centri commerciali, ma i palazzi non sono molto alti e ci sono diverse vie pedonali.

Ci sono due catene di negozi in cui non posso fare a meno di entrare ogni volta che ne vedo uno: DAISO (una sorta di "Tutto a un euro" in cui si trovano articoli di ogni tipo sia per la casa che per la scuola e gli hobby) e ARTBOX (oggettistica originale e molto ricercata).
Per la mia gioia sono presenti entrambi a Gyeongju, dato che creano dipendenza. Oggi per esempio torniamo a casa pieni di souvenir nonostante fossimo partiti con l'idea di non comprare niente.


Le vie del centro
Gyeongju

Il classico groviglio di cavi elettrici asiatico
Gyeongju - groviglio di cavi

Quando rientriamo in casa non c'è nessuno. Ne approfittiamo per farci la doccia e a me sembra di stare in campeggio, dato che mi devo preparare la borsa con la roba per il bagno e il cambio.
La temperatura è davvero gradevole, così lascio che i capelli si asciughino al sole mentre controllo la posta sul tablet.

Quando usciamo ci rendiamo conto di aver fatto un po' tardi. A Gyeongju si cena molto presto, e alle 19 i ristoranti iniziano a chiudere, un bel problema. Alla fine ne troviamo uno dove servono ancora da mangiare e ci accomodiamo. In questa regione la cucina è un po' diversa da quella di Seoul, nel menu ci sono piatti che non avevo mai visto.

Ordiniamo HAEMIL BONGMANDU (ravioli coreani) e MOOL NAENGMYEON (noodles freddi di grano saraceno con salsa speciale). I ravioli sono enormi, la porzione abbondante (ne basta una per due persone) con un ripieno di verdure delizioso. I noodles freddi sono una rivelazione, non pensavo che fossero così buoni e la salsa è piccante al punto giusto.
Anche questa volta abbiamo fatto centro, e in due spendiamo l'equivalente di 10 euro.

Il nostro primo tramonto a Gyeongju
Gyeongju

Le luci della sera e i ristoranti in chiusura
Gyeongju


Ravioli coreani e noodles freddi
HAEMIL BONGMANDU E MOOL NAENGMYEON

E tra tanta bellezza e sobrietà ci sta bene un po' di sano trash: 
per i turisti più esigenti ecco i carretti luminosi per fare un giretto turistico senza passare inosservati.
Gyeongju

Dopo cena passeggiamo un po' nel parco, dove in queste sere c'è un festival musicale. Il pubblico è composto in gran parte da famiglie e anziani, non si vedono molti giovani da queste parti ma l'atmosfera è divertente e lo spettacolo si fa apprezzare.

Il concerto e la luna gigante
Gyeongju

CHEOMSEONGDAE - Costruito tra il 632 e il 647 per prevedere le condizioni metereologiche è il più antico osservatorio presente in Asia. Riconosciuto come Tesoro Nazionale è anche il simbolo di Gyeongju.
Cheomseongdae



Rientriamo a casa e notiamo che in nostra assenza è arrivata parecchia gente. Dividiamo il tavolo in cortile con una coppia di ragazze, mentre in casa ci sono gruppetti di ragazzi che chiacchierano intorno al tavolino basso.

Una delle regole della casa è che le luci si spengono alle 23, ma noi per quell'ora siamo già a letto.








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Info pratiche:


Seoul Express bus terminal
Metro Line 3/7/9 Express Bus Terminal Station
Per cercare i percorsi delle linee metro di Seoul cliccate qui

In base all'orario ci sono tre diversi tipi di autobus, "General" "Express" "M/Express"
Per la tratta Seoul-Gyeongju le tariffe sono:
General 20,400 won - Express 30,300 won - M/Express 33,300 won
http://www.kobus.co.kr/web/eng/index.jsp


Gyeongju Homo Nomad Guesthouse
Camera doppia tradizionale 40,000 won a notte
http://www.homo-nomad.com/home.html


진주냉연Ristorante coreano
Poseok-ro, Gyeongju
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25 commenti:

  1. L'autogrill non mi ispira molta fiducia (sa di sporco), mentre tutto il resto è figo, colorato e pittoresco.
    Grazie alle foto sembra di essere stati lì!^^

    Moz-

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    1. Davvero? Credo che la foto non gli renda giustizia, l'autogrill mi ha colpita proprio per la pulizia.

      ...La parola "pittoresco" si riferisce ai carretti vero? ^_^

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    2. Anche al vicoletto interno alla casa e alla stanza^^

      Moz-

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  2. Mi piacciono molto quei cieli azzurri... una cosa che qua in Cina vedo di rado...

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    1. Beh ero tra la campagna, il mare e la montagna, e in più sono stata anche fortunata perché secondo il meteo avrebbe dovuto piovere.

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  3. Ciccola è un posto stupendo!!! Sembra di esser in un'altra epoca.. chissà quando andremo anche noi in Asia,, non vedo l'ora!

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    1. Per me è un mondo a parte, che vorrei esplorare in ogni angolo. Spero che realizzerai questo sogno.

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  4. Il groviglio di cavi elettrici c'è anche a San Francisco! Credo che non vogliano metterli sottoterra per via dei terremoti. Ma che meraviglia davvero, quella casa!

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    1. Esatto! Io li adoro, spezzano il rigore dell'ordine.
      La casa è spettacolare, ci ho lasciato il cuore.

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  5. A me invece non piacciono molto quei cavi per aria e le case all'esterno, mentre dentro mi sembra molto più accogliente e carino. gli interni del B&B sembrano carinissimi e molto puliti.

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    1. I cavi aggovigliati sono un classico, la prima volta li ho visti in Giappone e mi sono sempre apparsi assurdi e buffi quindi mi piacciono ^_^
      La casa era pulitissima, i pavimenti in legno erano talmente tirati a lucido che bisognava fare attenzione a non scivolare.

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  6. Davvero bella questa parte del viaggio, a partire dai ravioloni... e la casa dei sogni, e il concerto con luna gigante. Basta, basta, che invidia...

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    1. Ma no, non voglio fare invidia! Comunque grazie :)

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  7. Ecco...io che leggo/scrivo dalla provincialott..issima provincia taurinense...non so se son più rapita dal reportage di viaggio o dalla bellezza aliena - nel senso di diversa, distante, ma decisamente non repingente ma anzi accattivante- di queste immagini in technicolor!
    Bello, bellissimo blog! Tutto qui, ma ci tenevo a dirtelo!
    Chiara
    Newly Enthusiastic Reader

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    1. Ma grazie! Di quale "provincialottissima" provincia sei?

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    2. Ciao cara! Io sono di Torino/Asti...& you?! In ogni modo: che calamita per occhi, cuore, sogni, questo tuo blog|! 10 e lode definitely;-)))

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    3. Sei troppo buona! Di Torino anch'io ^_^

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  8. PS. http://koalinnamorato.iobloggo.com...for some veeery provincialottos url ;-)

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    1. Il tuo blog è privato? Non mi fa entrare :(

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    2. Me stordita1 Ho scritto male:

      http://koalainnamorato.iobloggo.com

      ...ma davvero niente ma niente a che vedere col tuo...purtroppo!!!

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    3. Ora sì che posso venire a leggerti! ^_^

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  9. L'osservatorio e i tumuli sono davvero affascinanti! E che voglia quei ravioloni e soprattutto i noodles!

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    1. La cucina coreana è spettacolare. Bella da vedere e gustosa da morire!

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  10. Seoul mi affascina, ma i luoghi un po' più fuori portata, ancora pieni di verde e tradizione, forse mi fanno venire ancora più voglia di partire. Nel caso mi tengo a mente il vostro ostello, che sembra una scelta decisamente azzeccata.

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    1. Sono due mondi diversi, ma credo che rispetto a Seoul (che non so se ti piacerebbe) Gyeongju ti conquisterebbe, come altre cittadine coreane tradizionali.

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Consigli? Commenti? Mi piacerebbe molto sapere cosa ne pensate.

(Mi trovo costretta a inserire temporaneamente il codice captcha per tenere a bada lo spam. Abbiate pazienza, lo tolgo appena riesco a risolvere il problema).


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