Icona-facebook Icona-google+ Follow Me on Pinterest Icona-facebook

Pagine

sabato 26 ottobre 2013Aggiornato il:

A cena con Mickey Mouse (Haikou, isola Hainan)



Diario di viaggio in Cina
10 agosto 2013


Per tre anni di fila il 10 agosto è stata una data in cui è avvenuta una bellissima coincidenza. (Nel 2010 in Giappone, l'anno dopo, sempre a Tokyo, e lo scorso anno, a Shanghai). Purtroppo quest'anno l'evento non si ripete, ma resta comunque una data importante, essendo San Lorenzo (e il mio Lore santo lo è davvero!).


Prepariamo i bagagli e dopo aver fatto il check-out in hotel chiamiamo un taxi. Dobbiamo andare a Zhanjiangxi Station, ovvero la stazione ovest dei treni. Mostro il biglietto con scritto la destinazione all'autista che dice ok e parte.
Che soddisfazione riuscire a comunicare almeno per scritto, considerando che si tratta di una lingua così complessa. In questo viaggio stiamo mettendo in pratica tutta la nostra inventiva, e ormai riuscire ad adattarsi alle situazioni sta diventando una cosa naturale. Se penso a tutti quelli che mi chiedono "è difficile viaggiare in Cina da soli?" sinceramente non saprei cosa rispondere. Il fatto che siamo qui da quasi un mese senza aver avuto grossi problemi suggerirebbe una risposta affermativa, ma penso che non sia un viaggio per tutti. Mi trovo su un taxi, in una città che non conosco, verso una meta che ho scritto io in cinese e che sembra lontanissima, non credo sia da tutti viaggiare così. Io stessa a volte mi chiedo dove cavolo lo tiro fuori questo coraggio, anche se una buona parte di esso mi arriva da Lore, che se ne sta sul sedile davanti del taxi in questo momento e si sta chiedendo dove diavolo stiamo andando.



Cerco di guardare bene i cartelli che vedo sulla strada e riconosco gli ideogrammi della stazione, la strada è quella giusta.
Arriviamo in un posto deserto in mezzo ai campi, dove sorge una palazzina grigia che dovrebbe essere la stazione. All'interno c'è una persona seduta nella saletta d'attesa e uno sportello.
Che evento! Due stranieri in questa landa desolata, chissà cosa hanno pensato questi quattro gatti. Come sempre arrivo preparata: foglietto con scritto il numero del treno e la destinazione da dare all'impiegata, insieme ai passaporti e ai soldi.

Visto che siamo parecchio in anticipo usciamo fuori ad aspettare. Mi piacerebbe sapere dove passa il treno, dato che non riesco a vedere i binari.
A parte una mucca che pascola tra le piante di un orto recintato qua intorno non c'è nulla. Questa è almeno la terza volta da quando siamo partiti che ho la sensazione di trovarmi in un film.

Faccio il giro della palazzina, supero alcuni lavori in corso e trovo un chioschetto gestito da una famiglia.
C'è un micetto con cui faccio subito amicizia, mi fa un sacco di fusa e appena mi abbasso mi salta in braccio. Quando faccio per andarmene mi segue, poi vede il suo padrone e se ne torna a casa.

La stazione ovest di Zhanjiang. Lost, se semo persi!

Sala d'aspetto esterna.

Il mio micro-amicio.

Se sapevo cosa mi aspettava a cena ti avrei portato via con me!


Arriva il momento di partire, entriamo in un'altra sala d'attesa e di colpo ci troviamo insieme ad una quarantina di persone che non so da dove siano spuntate fuori. Tra di loro ci sono anche parecchi ragazzi in divisa militare.

Questo viaggio in treno è diverso dagli altri fatti fino ad ora. E' relativamente breve (circa 5 ore) ma infinito, se penso che dobbiamo fare solo 300 km. Il motivo è che una volta arrivati all'estremità della penisola di Leizhou il treno verrà diviso in quattro parti e caricato sul traghetto per affrontare il tratto di mare che ci separa dall'isola di Hainan, operazione che richiede tempo.

Sul treno ci sono famiglie che probabilmente sono partite ieri sera e hanno trascorso la notte cercando di sistemarsi tra i pochi sedili liberi e i corridoi. I nostri posti erano occupati da chi non ha trovato posto a sedere, che con rammarico si è dovuto alzare per lasciarli a noi.

Nei posti di fianco a noi c'è la classica famiglia cinese in vacanza, col papà succube dei figli, soprattutto del più piccolo che non sta fermo un attimo e disturba tutto il vagone. Avrà circa 8 anni ma è enorme rispetto alla corporatura dei genitori e della sorella maggiore.

Qualcuno fa amicizia con Lore, che riesce sempre a trovare il modo per farsi voler bene.
Ci sono parecchi giovani, e una cosa che mi sconvolge è notare che molti ragazzi tengono le unghie delle mani abbastanza lunghe da farle assomigliare ad artigli. Orrende.
La cosa carina invece è che ci sono molte coppie, in atteggiamenti affettuosi che è abbastanza raro vedere in Oriente (in pubblico).

Non ero mai stata imbarcata su un traghetto col treno, e la sensazione è di una vaga claustrofobia. Per fortuna il nostro vagone è nel lato esterno e dal finestrino vediamo il mare.
Piano piano il profilo della costa si avvicina. Il lungomare di Haikou e i suoi grattacieli ci salutano sotto a un bel cielo azzurro.

Bimbetta in pigiama, ciabattine e occhialetti rosa, che gioca per far passare il tempo sul treno. (Tenerissima).

Dal traghetto si incomincia a vedere la costa di Haikou.

Ci stanno scaricando dal traghetto. Adesso devono ricomporre il treno.


Una volta arrivati sulla terraferma la stazione è a pochi minuti, bisogna solo aspettare che il treno venga ricomposto.
L'aria di Haikou è calda, umida, e sa di mare. Sono così contenta! Dopo il rituale dell'arrivo (balletto idiota alla stazione per festeggiare la riuscita dell'impresa) andiamo a cercare l'autobus per l'hotel.
Ormai l'abbiamo capito, le fermate in alcune strade non esistono.

Riusciamo a salire sull'autobus giusto e riusciamo persino a scendere dove passa il secondo autobus che ci serve. Fino a qui tutto procede in maniera corretta, poi sbaglio clamorosamente la fermata in cui dobbiamo scendere e non capisco più dove dobbiamo andare. Credo di essermi ufficialmente persa, anche se il mio orgoglio la pensa in maniera diversa.

E' il caso di chiedere aiuto, vediamo un poliziotto e andiamo da lui. In un attimo abbiamo intorno una ventina di persone, che per curiosità sono venute a vedere di cosa abbiamo bisogno. Nel giro di pochi minuti ci troviamo in mezzo a un sacco di gente che discute su quale sia la direzione giusta. Dopo qualche minuto di acceso dibattito una signora prende una decisione: "venite con me!"
Guardo il suo triciclo, siamo sicuri che ci stiamo tutti e due con i trolley e gli zaini su quella panchetta?
Lei è sicura, ci incita a saltare su con un sorriso che mi ispira fiducia.

E' stata la cosa più folle e divertente che mi potesse capitare.
Ha iniziato subito a correre come una pazza, andava così veloce che non sono riuscita neanche a capire dove stessimo andando. Ad un certo punto ha inforcato un corso da quattro corsie per lato in contromano! Siamo sgusciati tra le auto e in pochissimi minuti siamo arrivati a destinazione. Mi sono divertita tantissimo, lo possiamo rifare?
Le lascio una cifra esagerata (certe esperienze non hanno prezzo) e se sapessi come si fa le chiederei se ci possiamo rivedere domani.

Miss Schumacher

In albergo il check-in non è rapidissimo, come al solito c'è qualche problema nel trovare la nostra prenotazione. Le ragazze alla reception non  parlano inglese e ci tocca usare il traduttore, ma almeno sono simpatiche e riusciamo a capirci senza doverci arrabbiare. Ci accompagnano addirittura fino alla stanza (pratica che ormai credevo estinta) che si trova al 7° piano. Niente male, sembra una versione leggermente più modesta della camera da toghi a Zhanjiang.

Nelle stanze d'albergo cinesi spesso il bagno ha la parete trasparente. Evidentemente non sentono il bisogno di avere un po' di privacy nemmeno in bagno. De gustibus. 
Noi tiriamo la tendina che certe cose ci piace ancora farle all'antica.

Anche oggi abbiamo saltato il pranzo (se escludiamo i crackers e le patatine che abbiamo mangiato sul treno), stiamo morendo di fame. Qua intorno non c'è molto. Siamo in una zona dove si vedono solo palazzi, ed è un po' tardi per spostarsi in cerca di una zona più viva. Sotto all'albergo c'è quello che sembra fare proprio al caso nostro: un bel chiosco dove fanno carne alla griglia. C'è anche parecchia gente ai tavoli, che in genere significa che il posto è ok.

Pessima scelta.


(Attenzione: se siete topo-fobici consiglio di saltare la lettura e andare oltre!)
                                                                                                                             
La chiamarono Topolandia.

Ci avviciniamo subito a vedere cosa propone la cucina.
Mentre Lore sceglie qualche spiedino da grigliare e chiede un piatto di spaghetti saltati con vedure io sento presenze inquietanti intorno a me. Con la coda dell'occhio scorgo un movimento poco distante da noi, mi giro, OCCACCHIO! Un topo, ma che dico, un topone, enorme, che corre vicino a un albero.
Mi giro col terrore negli occhi verso Lore, provo a fargli segno di fermare l'ordine, ma lui ha già dato gli ingredienti al cuoco, il danno è fatto.
Ci mettiamo nel tavolo più lontano possibile dal movimento di code e zampe, mi siedo di spalle ma non vedere per me è anche peggio. Non c'è solo il topo di prima, sono una intera colonia, e la cosa più spaventosa è che non hanno timore di avvicinarsi alle persone.

Agghiacciante. Io non ho mai avuto paura dei topi.
Una volta ho salvato un topino che si era infilato alla cassa del cinema, l'ho stanato con un Bacio Perugina e gli ho ridato la libertà (in realtà credo di averlo dato in pasto al gatto dei vicini ma vabbé).
E poi lo so che i topi sono dappertutto. Abito vicino al cantiere del passante ferroviario, avete idea di cosa è venuto fuori appena hanno iniziato a scavare?

Ma questi sono spaventosi: enormi, brutti, e soprattutto spavaldi. Persino i nostri vicini di tavolo hanno dato segnali di panico quando li hanno visti avvicinarsi troppo.
La cena più veloce della storia, praticamente mangiucchiata con un occhio sul piatto e uno su Topolandia.
Dai, è uno scherzo. Stanno girando una puntata di Schelzi a Palte. Ditemi che non è vero.
Scappiamo via da qui e non torniamoci MAI PIU'.

Spiedini, ansia e terrore ^_^
                                                                                                                               
(fine del racconto topofobico)

Scappiamo a gambe levate da Topolandia, e cerchiamo nei dintorni un market dove comprare almeno dell'acqua. Sono ancora spaventata da prima, e quando ci addentriamo in una via buia al primo rumore tra i cespugli mi ritrovo in testa a Lore. (Scena di cui fornisco una diapositiva non avendo foto disponibili).



Scopriamo una via movimentata, con ristorantini casalinghi e un sacco di gente, ma ormai l'appetito è andato.
Peccato! Ci infiliamo in un mini-market dove c'è di tutto, io adoro fare la spesa in posti come questo (mi comprerei di tutto).
Con molta cautela facciamo la strada al buio per tornare (sempre come da diapositiva, penso di non aver mai poggiato i piedi a terra) e attraversiamo il piazzale di Topolandia di corsa.

Una volta in stanza è più forte di me, devo guardare giù che succede. (Perché sono attirata dalle cose di cui ho paura? Masochismo?)
Hanno piazzato un bambino (figlio del cuoco, credo) in mezzo al piazzale. Stanno proiettando un film che sembra la versione scema di Matrix e hanno messo la creatura proprio nel centro di Topolandia, sono matti.
Gli altri clienti sono andati (fuggiti?) via. C'è un viavai di zampe e code che non vi dico. Sono al 7° piano e li vedo bene, avete idea della dimensione?

Robe da matti. Spero che sarà una notte senza sogni, perché altrimenti ci sono pochi dubbi su chi sarà il protagonista. Adesso che sono al sicuro mi viene quasi da ridere.






------------------------------------------------------------------------
Info e consigli di viaggio:

TRENO
Zhanjiangxi - Haikou
Treno K 407 delle 13:06 - CNY 69.50 - 4 ore e 30 minuti


HOTEL
Blue-Sea Sunny Hotel
No 96-1, Nanhai Avenue, Long Hua District, Haikou
CNY 208 a notte

Dalla stazione: autobus 28 (16 fermate) più autobus 208 (7 fermate)

Topolandia a parte, l'albergo non è male. La camera è spaziosa e il personale abbastanza disponibile. Il problema di questo hotel è la zona, distante dal mare e con pochi negozi. La scelta è ricaduta sul Blu-Sea per i costi: Haikou è molto cara, questo hotel ha un rapporto qualità / prezzo buono, e una cosa molto positiva è che passano moltissimi autobus sia nella fermata davanti che nella via laterale.


-------------------------------------------------------------------




36 commenti:

  1. madò che impressione *__* il gattino mi sa che se lo sarebbero mangiato i topi!!! O__O

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Povero! Ci voleva una colonia felina per contrastare l'assalto!

      Elimina
  2. dai , non li servivano neanche con gli spiedini!!! che spreco! ho un PPS con tutta la serie delle diapo dello spezzatino di topo con la ricetta in fondo! ahahah

    Per Bebe - e dopo i topi si mangiavano anche il gatto , tenerissimo!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Lo spezzatino di topo no ti prego. Sono una fan delle cose esotiche ma non fino a questo punto :)

      Elimina
    2. nooo aiuto XD e povero gattino ;__;

      Elimina
  3. Che senso i topacci enormi! Quelli piccoli e tenerosi sono una cosa (ricordo quando ne entro uno nel laboratorio di fisica del liceo - davanti c'era un campo e ogni tanto ne saltava fuori qualcuno - e la prof terrorizzata saltò su una sedia urlando di ucciderlo. La classe intanto era intenta a fargli le moine perché era un teneroso micro-topino tutta coda XD) ma quelli enormi (ne ho visto uno per strada qualche mese fa) mi fanno un misto di schifo e senso XD

    RispondiElimina
    Risposte
    1. In un primo momento mi sembrava una lepre...
      Quando sono piccolini sono persino carini, ma quello era grosso come il mio GattoSandro!

      Elimina
  4. Scusa... ma a quel punto non ti sei chiesta cosa ci fosse negli spiedini? XD

    Moz-

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Moz, certe domande è meglio non farsele. MAI. Brrrr

      Elimina
  5. Anche io non ho niente contro i topi..purché non siano grandi come cani! Aiuto! Avrei fatto lo stesso anche io!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Un po' troppo grossi, si sarebbe spaventato chiunque!

      Elimina
  6. Mi si sarebbe completamente bloccato l'appetito, non credo avrei mangiato (al solo pensiero faccio dieta), non per paura (sono peggio le serpi da questo punto di vista), ma per lo schifo vero e proprio... ma è sempre e solo una questione di sfumature (il gatto si sarebbe leccato i baffi).

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Secondo me il gatto sarebbe fuggito insieme a noi!

      Elimina
  7. quando ho letto "se siete topo-fobici consiglio di saltare la lettura, ecc" ho pensato che ve li avessero dati da mangiare!!!

    RispondiElimina
  8. Il bambino era un'esca? Un sacrificio umano? Sembra un racconto dell'orrore!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il bambino e tutta la famiglia che lavorava in questo "ristorante" sembrava non badare assolutamente ai topi. Gli altri clienti invece erano inorriditi come noi.

      Elimina
  9. Mamma mia.... brrr. Per ora non mi è mai capitato di vederne, qua a Suzhou (molti di più a Trieste!!!!). Di unghiette lunghe, invece... e ammetto che anche quelle fanno un po' di senso (mai come i topi)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma com'è che i ragazzi non si tagliano le unghie? Li vedi, qualcuno è anche davvero carino, poi guardi le mani e pensi ma noooo!!

      Elimina
    2. Quando magari anche scatarrano poi pensi NOOOOOOOOOOOOOOOOOOO

      Elimina
  10. Va bene tutto, ma i topi NO!!! Aiuto!! Io non credo sarei riuscita a mangiare!! Comunque anche a Roma girano certi bestioni che se li incroci, meglio cambiare strada!! XD
    Io però ammetto di dare il meglio di me con api e vespe, lì mi do alla fuga come nessuno! senso della dignità pari a 0, ma la paura è paura!! T_T

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La fame è brutta ^_^ comunque ho mangiato pochissimo, per me era davvero troppo estrema la situazione.

      Elimina
  11. Sai che a Grays c'era un topone che ho scambiato per un scoiattolo la prima volta che l'ho visto, vicino alla ferrovia. Per fortuna era uno solo, però era impavido, a momenti si faceva alpestare, non scappava mica!
    Poi qui, nelle case vecchie è la norma avere qualche topino, a parte la nostra che aveva le lumache...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sono sicura che i topini abitino in molte case anche qui. Di notte a San Salvario ne ho visti diversi scappare nelle grate che portano alle cantine, ma non mi spaventano (sono abbastanza spaventati loro). I topi nelle ferrovie sono un classico! Li vedevo spesso a Berlino di sera, quando c'era poca gente in giro.

      Elimina
    2. Quello è sicuro, ho visto anch'io un ratto in piazza Statuto, sulle corsie del tram! E ci sono anche nelle cantine... Ma qui in UK non ci sono cantine, per cui li hai direttamente in casa XP

      Elimina
  12. Aiutoooo mi sarebbe venuto il dubbio che mi stessero rifilando bistecca di topone ;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ho mangiato un po' di spaghetti con verdure, gli spiedini erano tremendi e li abbiamo appena toccati. Bleah!

      Elimina
  13. Grazie per il delicato avvertimento, sei gentile, ma in realtà non hai fatto altro che incuriosirmi e ho letto brrrr scappare da Topolandia a gambe levate.
    Bello lo sfondo del blog e l'intestazione è opera tua?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mi piacerebbe avere il tempo (e abbastanza talento) per creare sfondo e intestazione. Per ora mi affido agli artisti "veri" rielaborando ciò che mi piace. Di mio c'è solo il logo a fondo pagina. Mi hai dato un ottimo stimolo a creare qualcosa di mio!

      Elimina
  14. Signor Giotto ce li portava anche a casa i topotti grassottelli (orrore)...certo la prossima vacanza che farete in Giappone dopo queste esperienze avventurose in Cina sarà un viaggio da pensionati ;-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ahaha Danilo! Non sai che voglia ho di tornare in Giappone :)
      Per fortuna qua topi non ce ne sono (al 5° piano sarebbe inquietante), in compenso ha fatto strage di rondoni.

      Elimina
  15. Oddioooo che schifo i toponi!
    Fortissima la signora shumi!
    E che strano il treno in battello.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non ci volevo credere, sembravano conigli!

      Elimina
  16. ciao, ho trovato il tuo racconto fantastico, io devo partire il 19 marzo per honk kong e ritorno il 30, e curiosando su internet ho scoperto l'isola di hainan, ancora non riesco a capire come funziona per il visto, perche su alcuni siti c'è scritto che te lo fanno all'aeroporto, su altri c'è scritto che va fatto quello per entrare in cina, su altri dicono che te lo fanno inzieme alla prenotazione dell' hotel, io vorrei organizzare 6 giorni, fare un diretto da honk kong e scegliere tra sanya o il capoluogo, prevalentemente noi andiamo li per il mare, siamo due amiche, pero' vorremmo anche una zona dove poter uscire.. non un posto da coppiette e basta! mi puoi dare qualche suggerimento!?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ti ho risposto su Facebook, ma magari a qualcuno può interessare questa domanda quindi riporto quello che ti ho scritto anche qui.

      Per entrare in Cina devi avere il visto che va richiesto prima di partire.
      La zona in cui ero a Sanya è molto centrale, di sera tra ristoranti e locali c'è molta scelta. La zona più turistica è Yalong Bay, doveò le spiagge sono più belle ma anche più affollate.
      Se siete a Hong Kong, perché non volete restare lì per il mare? A Sai Kung ci sono spiagge stupende e natura spettacolare. Intorno a Hong Kong ci sono isole visitabili in giornata, con spiagge molto belle e posti semplici in cui mangiare.
      Guarda per esempio qui: http://gattosandro-viaggiatore.blogspot.it/2012/11/cheung-chau.html
      Se volete uscire la sera e divertirvi mi sento di dirti che Hong Kong non ha paragoni, e in confronto Sanya è semplicemente una bella città di mare.

      Elimina

Consigli? Commenti? Mi piacerebbe molto sapere cosa ne pensate.

(Mi trovo costretta a inserire temporaneamente il codice captcha per tenere a bada lo spam. Abbiate pazienza, lo tolgo appena riesco a risolvere il problema).


LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...