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martedì 17 settembre 2013Aggiornato il:

Addio Fenghuang (cronaca di un'altra notte di passione ferroviaria)



Diario di viaggio in Cina
31 luglio 2013



Abbiamo ancora mezza giornata per visitare Fenghuang, così oggi ci spingiamo oltre le mura della città vecchia.
Prendiamo la strada che sale su una piccola collina, passando attraverso vie strette e case di pietra. Da quassù la vista è molto bella, i tetti delle case sembrano fondersi in un unico grande tappeto blu.

Fenghuang, vista dalla collina.




Merenda: french toast alla cinese.
Un mix di dolce e salato a cui non sono ancora abituata.


Attraversiamo il ponte e saliamo nella collina di un parco, poi ci lasciamo il centro alle spalle e camminiamo in una zona più moderna. Ci sono un sacco di anziani, persone di età indefinita che potrebbero avere dai 65 agli ottant'anni, è difficile indovinare l'età di un orientale.

Il sole del mattino illumina le case mentre nei locali ancora chiusi i gatti giocano.

La città alle prime ore del mattino è più bella che mai.



Torniamo sul fiume e per pranzo ci fermiamo in un ristorantino lontano dalla zona turistica ma sempre sul fiume. Il menu è senza fotografie e ordiniamo qualche piatto con un po' di difficoltà. Il locale si trova in una casetta di legno rialzata, con una sala da pranzo e la cucina. Un tavolo è occupato dai proprietari, stanno guardando un telefilm e il papà è il più attento di tutti.

Ci arrivano i piatti, per fortuna il riso bianco è abbondante: insieme alla birra dovrà spegnere i bollori causati dall'estrema piccantezza sia delle verdure che del pesce! E' tutto molto buono, ma così è esagerato, come si fa ad assaporare tutti i gusti con la bocca infuocata?


Il nostro pranzo con una quantità esagerata di peperoncino.








Ci perdiamo nelle vie, scopriamo dei posticini nuovi, mi innamoro di tutte le case che incontriamo. Due giorni sono più che sufficienti per vedere questa città, ma mi dispiace lo stesso andare via. Sono un po' agitata, ci aspetta un altro viaggio impegnativo.

Micetti in ordine sparso

Le vie di Fenghuang con le abitazioni tradizionali e i venditori di frutta.

Il fiume riflette ed esalta la bellezza del paesaggio.

Le case e i ponti sul fiume.



Torniamo in albergo, le ragazze ci chiedono se possiamo aspettare una mezz'oretta. C'è un po' di movimento alla reception, ma noi non abbiamo fretta, e poi in tele c'è un film divertente che mi sta appassionando (ormai sono assuefatta al cinese, a volte ci sono certe parole che sembrano dette in italiano, una sensazione stranissima).
Nell'attesa ci viene offerta una fetta di anguria, che tesori queste cinesine!

Quando sono pronte recuperiamo i nostri bagagli e saliamo con loro su un taxi, dove l'odore di benzina è così forte che quando scendo mi sento sballata. La stazione degli autobus è da tutt'altra parte rispetto a dove siamo arrivati, da soli avremmo avuto sicuramente qualche problema a trovarla.
Da qui in poi ce la possiamo cavare da soli, ma le due fanciulle si lanciano alla biglietteria e poi ci accompagnano fino al pullman! Una gentilezza che mi commuove sinceramente. Lascio loro un biglietto con i miei contatti e la promessa che se mai un giorno verranno in Italia saranno nostre ospiti, ma chissà se hanno capito.

Lasceremo lo Hunan e andremo in Guangxi. Percorreremo circa 1000 km per giungere a Guilin, ma arrivarci sarà un'impresa abbastanza impegnativa. Ora siamo sull'autobus che ci porta ad Huaihua, da lì dobbiamo prendere un treno per Liuzhou e cambiare treno per Guilin.

Il viaggio è abbastanza scorrevole e quando arriviamo ad Huaihua ci troviamo in una stazione degli autobus brutta, di una città brutta, con palazzi brutti e strade brutte. (Siamo rimasti così). Cerchiamo di capire come arrivare alla stazione ferroviaria. Non deve essere molto distante, l'ho visto su maps. Bisogna solo capire da che parte andare, orientarsi, e trovare qualcuno che possibilmente non scappi appena cerchiamo di avvicinarci. Facile no?

In qualche maniera imbrocchiamo la via giusta, almeno così ci conferma un passante. La strada è in salita, ci sono un sacco di pozzanghere, marciapiedi dissestati e un sole che spacca le pietre. Intorno a noi sia i palazzi che i negozi hanno l'aspetto vecchio, polveroso, usurato. Sembra di essere tornati indietro nel tempo.

Stiamo facendo un sacco di strada, fermo una signora per chiedere se siamo nella giusta direzione ma lei finge di parlare al telefono per ignorarmi, e mentre penso "ma guarda te questa!" sento chiaramente gridare "GUAGLIÒ!!"* mi giro e un vecchietto mi fa segno di andare dritto.
Abbiamo sentito bene? Entrambi? Il nonno ci ha chiamati in napoletano, non ci sono dubbi. Io l'ho detto che ascoltando il cinese mi sembra di sentire parlare italiano, ora ne ho la conferma!

(* In realtà ci ha gridato "Gwei Lo" che significa Diavolo straniero. Grazie a Enrico e al suo prezioso - e puntuale - commento)

Palazzoni grigi e insegne bianche su sfondo rosso. Benvenuti a Huaihua,



Il piazzale della stazione è enorme, e mi sento un pesce fuor d'acqua. Resto con le valigie ad aspettare che Lore vada a prendere qualcosa da bere in un supermercato, e vengo accerchiata da vecchiette che mi chiedono soldi.
Meglio entrare in stazione anche se è presto. L'atrio è abbastanza grande e non c'è molta gente, ma col passare del tempo si riempie. Si scatena una piccola rissa verbale qualche fila di sedili più in là, arrivano le guardie che si portano via di peso un uomo, seguiti da una decina di persone che prima sembravano dargli contro ma che adesso protestano per l'arresto lampo. Se lo tengono 5 minuti in guardiola e lo rilasciano. Chissà che cavolo ha combinato.

Arriva il momento della partenza, e come al solito si scatena il putiferio. Si formano un paio di code informi, dove la gente spintona e cerca di sorpassare, mentre qualcuno ha la precedenza altri (come noi) aspettano non si sa quale ordine per poter passare.
Questa volta abbiamo il posto numerato, ma si tratta pur sempre di un viaggio notturno in cui non siamo riusciti di nuovo a prenotare una cuccetta, perciò ci sarà da divertirsi.

Partiamo alle 21:30, siamo nel solito vagone della speranza, quello dove gli "hard seat" sono più che hard, ma almeno siamo seduti. Su panche di legno con lo schienale di legno ma seduti.
Di fronte a noi c'è una famiglia di cinesi particolare. La mamma ha un caschetto rosso carota e una fessura al posto degli occhi. Il papà ha un ciuffo pazzesco, fonato e laccato, e il figlio (8 o 9 anni) ha i capelli rasati  a forma di stella. Li chiameremo I Parrucchieri.

Su questo treno si congela, per fortuna ho tenuto a portata di mano il telo mare così mi imbozzolo. Una delle cose belle in Cina è che non ci si deve preoccupare molto delle apparenze, diciamo che non c'è motivo di vergognarsi nello stare arrotolati in un asciugamano rosso sgargiante.

La gente sonnecchia un po' ovunque, ma il silenzio è rotto dal rumore dei giochini sul telefono. La norma è tenere il volume al massimo, e la gente sembra non farci caso. Io penso che siano tutti sordi, e forse questo spiega come mai parlano sempre a voce alta.

Durante tutto il viaggio I Parrucchieri ci hanno offerto un sacco di roba da mangiare. Ogni tanto pescavano dal sacchetto una brioche, un pacchetto di patatine, una caramella, snack strani di tutti i tipi.
Siccome non potevo continuare a rifiutare per non sembrare un'ingrata, e per paura di accettare un sacchetto di carne secca sottovuoto (che i cinesi adorano), ho accettato un dolcetto. Una bomba di zucchero che ha tentato di strozzarmi ma buona.

Per sdebitarsi Lore ha dato al bambino il nostro dizionario visuale, che l'ha tenuto impegnato una buona mezz'ora.
Di dormire su queste panche non se ne parla, così in qualche modo le ore passano e alle 4:15 siamo a Liuzhou.

Ora, io non so come mai non ci sia un diretto di notte, oltretutto non abbiamo potuto prendere il treno delle 5:17 ma dobbiamo aspettare quello delle 8:46. La stazione di Liuzhou è già di per se un'esperienza abbastanza estrema.

E' notte e c'è pochissima gente. Un silenzio che invoglia a stendersi a dormire, anche grazie al sottofondo musicale. (La ninna nanna di Brahms, i cinesi sono geniali!) Lore ne approfitta e si spara un paio di ore di sonno, io ho un'urgenza e devo andare in bagno, operazione che richiede stomaco forte e senso del pudore ridotto al minimo.

La simpatica toilette consiste in un pavimento rialzato con al centro un  corridoio di scolo che parte dal primo bagno degli uomini e finisce nell'ultimo delle donne. Periodicamente un forte getto d'acqua scorre per tutta la lunghezza scaricando in un unico, grande esodo comune di scarti umani.
Il regale bagno è fornito di comodi separè senza porte, tanto cosa devi nascondere se tutto ciò che produci passerà sotto alle gambe degli altri?

Dopo l'esperienza in questa latrina il mio parere sui bagni pubblici cambierà completamente metro di giudizio.

Scoccano le sette, e tanti cari saluti al silenzio, la ninna nanna, e le dormitine. Gli altoparlanti riprendono a strillare i loro annunci incomprensibili, i bambini ricominciano a frignare e le donne a parlare in maniera sguaiata. L'atrio si riempie come un uovo di gente con bagagli improponibili e quando siamo quasi arrivati al momento della partenza veniamo a sapere che il nostro treno è in ritardo di un'ora e mezza. Non ci passa più, inizio sinceramente a odiarla questa Liuzhou.


Alle 10:30 riusciamo finalmente a salire su un treno carico come non mai. I nostri posti numerati sono divisi dal corridoio, e ci troviamo in mezzo a una massa incredibile di corpi che cercano un appiglio per potersi riposare. Sono solo tre ore scarse, ma sono le più lunghe di tutto il viaggio (iniziato alle 17 di ieri).

Quasi quasi rimpiango il viaggio per Zhangjiajie, che in confronto a questo adesso mi sembra una scampagnata.




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Info e consigli di viaggio:

TRASPORTO
Fenghuang (Hunan) - Guilin (Guanxi)

1° tratta: Fenghuang - Huaihua - CNY 40 - circa 2 ore
2° tratta: Huaihua - Liuzhou - CNY 56.50 - 6 ore e 40
3° tratta: Liuzhou - Guilin - CNY 28.50 - circa 3 ore

A Fenghuang non c'è la stazione ferroviaria. Per andare a Guilin c'è un treno diurno diretto da Huaihua che impiega 11 ore, oppure un notturno che però cambia a Liuzhou. Esistono anche gli autobus a lunga percorrenza, che forse è la soluzione migliore.

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28 commenti:

  1. Credo che, come per i telefilm inglesi, capirei nulla guardando la TV cinese... Però è vero, ogni tanto mi sembra di sentire anche qui voci italiane, ma poi capisco che è un'illusione ( anche se a Londra centro invece sono davvero italiani o spagnoli).
    Mamma mia, i bagni!!! Io che mi vergognavo perché alla Tate c'era troppo silenzio e non riuscivo a fare la pipì.... :-D

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    1. I telefilm che mi è capitato di vedere sono abbastanza comprensibili. Non so se è una caratteristica generale o se riguarda solo quelli che ho visto io, ma il tipo di recitazione aiuta molto la comprensione della storia. I sentimenti e le situazioni sono un po' esagerati dall'attore, così anche se non capisco le parole riesco a seguire la storia.

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  2. torno ora dopo un po' di assenza causa ferie :) ho dato solo un'occhiata veloce.. ma che posti strepitosi! alcuni sembrano emanare un'aurea mistica :)

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  3. sto ancora ridendo per i pinguini (chi faceva Soldato tra voi due?)...pero' ho solo un pensiero: io non sarei sopravvissuta...specie al bagno pubblico....

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    1. Massì che saresti sopravvissuta anche tu!
      Comunque non è così dappertutto in Cina, e un bagno così mi è capitato di trovarlo solo questa volta per fortuna :)

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  4. Che avventurosi, con questi mezzi di trasporto non troppo confortevoli. Ma visti i posti che ruscite a raggiungere mi sembra proprio che ne valga la pena.

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    1. Ho deciso di fare questo viaggio via terra, sapendo che sarebbe stato faticoso. Volendo (e potendo) si può andare praticamente ovunque in aereo, ma l'avventura non sarebbe stata degna di questo nome.

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  5. Per i bagni vedo che in Cina anche nel 2013 sono rimasti questi bagni "tradizionali", eheheeh. La loro presenza era il motivo per cui si consigliava agli stranieri di imparare subito i due ideogrammi di Uomo e Donna, per capire in quale porta delle due entrare.

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    1. Questo è stato l'unico davvero "estremo" che ho trovato. Devo comunque dire che non ho mai trovato un bagno davvero sporco, quindi il bilancio resta positivo!

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    2. A proposito non per disilluderti, ma il richiamo Guagliò a cui fai riferimento non dovrebbe essere frutto di un sinopartenopeo in trasferta, ma dovrebbe essere il richiamo in cantonese verso gli stranieri : Gwei Lo, che significa Diavolo straniero, appellativo comune a Canton e dintorni , una roba tipo Gringo, ahahhaah , ma ormai dovrebbe essere entrato a far parte del lessico comune e non è considerato offensivo, noi "nasi lunghi" siamo sempre stati comunque esseri strani (e pericolosi ) da quelle parti.

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    3. http://en.wikipedia.org/wiki/Gweilo

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    4. Enrico le tue precisazioni sono sempre puntuali e preziose!
      Grazie!!

      Sapevo che era impossibile sentire un richiamo napoletano, e immaginavo che doveva essere un appellativo specifico. Adesso so cosa significa :)
      Aggiungo una postilla con la tua spiegazione, ancora grazie.

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    5. In effetti è divertente, anzi mi hai dato l'idea e ci faccio anche io un post anzi lo faccio ap-post.
      Se ne vuoi un'altra bella che invece ci azzecca è che cesso in cinese si dice Ce-suò in pratica pronuncia quasi uguale. Comodo no?

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    6. Questo lo sapevo! Ed è un'altra di quelle parole che mi sembrano italiane quando le sento pronunciare ^_^

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  6. Che bellezza, guagliò! :D
    E poi mi fai sempre venire una gran voglia di cucina cinese seria (carne secca e insettame a parte), mi sembra un popolo di fissati col cibo (molto interessante).
    Qui c'è un risto autentico, sempre pieno zeppo di cinesi dove i camerieri parlano solo cinese e io mangio molto bene (scrivo il numero del piatto su un foglietto). Però è chiaro che là sarebbe tutt'altra cosa...

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    1. Ah, presa dal cibo ho dimenticato di commentare un'altra cosa.
      La latrina! Cioè vuoi dire che ti scorre tutto sotto agli occhi? Esperienza pulp.

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    2. Anche qui c'è un ristorante cinese per cinesi (gli italiani sono accettati, ma hanno una saletta a parte, evviva l'integrazione!) e devo assolutamente provarlo. Mi mancano quei sapori, anche se a volte mi è mancato il salato come lo intendiamo noi.

      Esperienza pulp davvero! Per fortuna di notte ho trovato un momento in cui eravamo solo in due (che già basta per dire addio alla privacy) non oso pensare come sia nelle ore di punta...

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  7. Oddio, per ora il bagno più imbarazzante con cui ho avuto a che fare è stato in Tunisia, in mezzo al deserto, dove la "toilette" era una stuoia tenuta su con il fil di ferro (letteralmente) a dare un po' di privacy ad un buco a cielo aperto che veniva chiamato WC. Ma questa devo dire che è quasi peggio, almeno in Tunisia c'era la stuoia a coprire XD

    Bellissima la famiglia dei parrucchieri XD Molto originali (chissà quanto ci mettono a pettinarsi) XD

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    1. Anch'io in Tunisia ho provato le leggendarie toilette nel deserto!
      Col secchio per tirare l'acqua :D

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  8. Oddio, il bagno pubblico O_O
    Forti i parrucchieri.
    Queste tue esperienze in treno mi fanno rivedere con occhio moooolto benevolo le mie disavventure di viaggio.

    Io nel deserto ho fatto pipì all'aria dietro un cespuglio semitrasparente mentre gli altri del gruppo fingevano di non guardare.

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    1. Io non le considero disavventure, piuttosto direi "avventure pittoresche". :D

      (Noto che il deserto fa da sfondo a un sacco di aneddoti! Tu al momento hai l'esperienza più "estrema")

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  9. Le foto sono davvero stupende! La Cina ha sempre avuto per me un fascino irresistibile! Beata te che hai avuto la fortuna di andarci!
    Non mi sorprendo però del trambusto, dev'essere molto caotica, specie nelle grandi città...

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    Risposte
    1. Ma come, ancora non hai deciso di andare in Cina?
      Nelle grandi città è tutto organizzato molto bene, ci sono delle linee metropolitane nuovissime che superano addirittura quelle giapponesi. Solo che ai cinesi piace fare casino e non hanno ancora imparato alcune cose semplici come stare in fila :)

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  10. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  11. Insomma, in soldoni, la Cina è amica dei turisti o no? (risposta in massimo due lettere:))

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    1. Si.

      Questo in base all'esperienza che ho vissuto io!

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