Icona-facebook Icona-google+ Follow Me on Pinterest Icona-facebook

Pagine

venerdì 7 settembre 2012Aggiornato il:

Ultimo giorno a Pechino: Beihai Park e gli hutong vicino ai laghi



Diario di viaggio in Cina, giorno 5
6 agosto 2012


Stamattina andiamo al Parco Beihai. Lungo Dianmen Xi Dajie incontriamo solo gente che va a lavorare o che sta aprendo bottega. Dalle abitazioni le donne escono con montagne di panni da stendere per la strada: a Pechino è normale trovare fili per stendere ovunque, utilizzati da più famiglie contemporaneamente.
Siccome è molto presto c'è poco traffico, ma ci sono già tantissimi motorini e biciclette.

In Cina i pedoni sono l'ultima ruota del carro. La scala di importanza (o precedenza, o prepotenza) su strada è all'incirca questa: per primi ci sono i pullman, che siccome sono i più grossi non guardano in faccia a nessuno (ho visto pullman arrivare a tutta velocità, prendere la curva sgommando paurosamente e andar via quasi su un lato, giuro). Poi ci sono i taxi, le auto, i motorini, gli apecar (o "i cazzabubboli" come li chiamiamo noi), e le biciclette. Per ultimi ci sono i pedoni.

Scatta il verde per i pedoni? Guai ad attraversare! Prima devono passare le auto che svoltano a destra.
Finalmente non ci sono più macchine? Devi attraversare una strada a 3 corsie per senso di marcia e il semaforo indica che ti restano 4 secondi di tempo. Che fai, ti butti?
Non si può stare tranquilli neanche sul marciapiede, dato che motorini e biciclette li usano liberamente e anzi, suonano per avvertirti che ti devi spostare. Aggiungo un piccolo particolare: di notte per risparmiare la batteria i motorini elettrici girano a fari spenti. Silenziosi e al buio, immaginate un po'.


Motorini e biciclette che attraversano un incrocio.



Il Parco Beihai è un'oasi di pace nel centro di Pechino. Di una bellezza semplice ma elegante, curatissimo e estremamente pulito. E' uno dei giardini imperiali più antichi e più grandi della Cina.

Siamo arrivati prestissimo per un motivo: vogliamo vedere gli anziani far ginnastica prima che arrivi troppa gente e si guasti l'atmosfera. Quello che troviamo però supera di molto le nostre aspettative e ci lascia davvero a bocca aperta.
Qualcuno si allena in gruppo, molte sono donne che utilizzano alcuni elementi per le loro coreografie come ventagli o nastri colorati. Altri praticano tai-chi da soli, oppure sotto la guida di un maestro più anziano.
Un gruppetto di donne ricama, altre confezionano scarpe. Ce n'è qualcuna che ha portato da mangiare ai gatti e adesso li fa giocare con un rametto.
Molti suonano.
C'è chi preferisce i balli di coppia.
Ognuno ha il suo angolo, il suo posto preferito. 
Vedere tanta agilità e bravura in persone così anziane suscita la nostra estrema ammirazione.
Non mi stupisce affatto che gli orientali siano così longevi! 

La passeggiata al Parco Beihai, tra bellissimi alberi e salici intorno al lago.

Tanti, ma tanti gatti. Bellissimi e coccolati da tutti.

Un musicista solitario.

Tai-chi con ventaglio.

La Parete dei Nove Dragoni.
Nove sono i dragoni grandi, ma ce ne sono anche di piccoli e piccolissimi: in tutto sono 635!
Bellissimi colori vivaci e luminosi sulle piastrelle smaltate.

Il Padiglione dei Cinque Draghi

Una guardia sta ballando sulle note di una canzone intonata dai musicisti.

Una forma d'arte davvero particolare.
Così elegante e così effimera.

Adoro il sole che filtra tra i rami degli alberi.

Coreografie con nastri colorati

Al centro del lago si trova l'isola Qiongdao su cui spicca il Dagoba Bianco,
una pagoda lamaista alta circa 35 metri.
Questo è il corridoio che corre intorno all'isola, con le lanterne rosse.

Usciamo dal Parco dalla Porta Sud e ci troviamo in un corso piuttosto grande e poco ombreggiato. Siccome è quasi mezzogiorno e il cielo è sereno il sole è davvero molto forte. In più ho un certo languore...
La strada si fa più animata e passiamo davanti a un sacco di bancarelle, quanti odori, che fame! Troviamo una panetteria, e non posso resistere al profumo delle baguette appena sfornate.

Toast fritto, pizzetta con wurstel e peperoni e panino al formaggio.

Camminiamo fino a Lingjing Hutong, ma a parte il nome di hutong ce ne sono davvero pochi. Non è la zona che mi aspettavo: decine di centri commerciali e pubblicità gigantesche. Già che ci siamo entriamo nel reparto alimentari per riprendere fiato. Una signora ci fa assaggiare un dolce di fagioli, ma non mi piace tanto.

Ne approfitto per andare in bagno (a Pechino ci sono bagni pubblici dappertutto, discretamente puliti).
Nei centri commerciali non ci sono bagni a tutti i piani. Magari al 3° c'è quello degli uomini e al 5° quello delle donne. Devo dire che è la prima volta che trovo un bagno in queste condizioni (pessime), e non mi aspettavo di certo che capitasse in un centro commerciale di lusso!

Ormai è tardi, abbiamo le gambe a pezzi e ci trasciniamo stanchi anche tra le vie di un mercato tradizionale. Così mangiamo un panino al volo e torniamo in ostello.

Targa personalizzata!

Siamo ormai agli sgoccioli della nostra permanenza a Pechino. So che avrei voluto vedere tantissime altre cose ma purtroppo i giorni sono sempre troppo pochi. 
C'è ancora un posto dove voglio andare: Culture street, in Liulichang Dongjie.
E' una via bellissima dove ci sono tutte le botteghe artigiane di arti cinesi come la calligrafia, i ventagli dipinti e le pitture su carta di riso.
Riesco a vedere un artista che sta dipingendo a inchiostro una tela molto grande, e sono talmente affascinata e intimorita da tanta bravura che non oso nemmeno fotografarlo.

Il mio unico acquisto a Pechino lo faccio qui, in un negozio di dipinti tradizionali (un rotolo dipinto in elegante calligrafia).

(Il nostro contapassi indica 19659 passi - 13,79 km)

Una bottega che vende pennelli di tutte le misure. Alcuni sono talmente grandi che sembrano spazzoloni per lavare i pavimenti!

Più che un negozio sembra una galleria d'arte

In ostello ci riposiamo e quando usciamo abbiamo già chiuso le valigie (che in realtà non abbiamo mai disfatto, siccome in camera non c'è l'armadio). Stasera per cena andiamo ai laghi. Camminare per gli hutong al buio fa uno strano effetto. Le case illuminate ci mostrano scene famigliari di vita semplice. Sembra quasi di passeggiare in mezzo a un campeggio, molte porte sono aperte e qualcuno sta cenando fuori, sulla strada.
Ci sentiamo quasi a disagio. Ci sembra di disturbare, di essere un po' invadenti.

Un localino nei pressi del lago Houhai che secondo me racchiude molti elementi cinesi caratteristici:
Le lanterne e le carpe di carta. Un tandem a noleggio parcheggiato vicino alle scale.
Un disegno di One Piece vicino al bancone. Le piante di bambù all'ingresso.

Sul lago è tutta un'altra storia. Sembra il lungomare di una località turistica: una marea di gente, traffico e rumore! Tutti i locali sparano musica ad altissimo volume, uno attaccato all'altro. Rock, disco, pop, un'accozzaglia di suoni incredibile. Molti offrono concerti dal vivo. Fuori dai locali i proprietari cercano di attirare i clienti in maniera un po' insistente.

La gente gira in tandem (a tre posti) e si divincola tra le auto e la gente a piedi. L'atmosfera è molto allegra e vacanziera, ma un po' troppo caotica per me.

Le luci dei locali notturni sulle rive del lago Houhai

Andiamo negli hutong vicino al lago. Tutti i negozi sono aperti e pieni di gente. C'è una via che è davvero bella, non sarebbe male comprare qualche souvenir qui, ci sono cose molto carine.

Al momento di scegliere il ristorante non riusciamo a deciderci. Uno sembra troppo piccante, un'altro troppo di lusso. Guardiamo un menù e leggiamo solo piatti molto particolari a base di interiora d'anatra e altre cose che non mi ispirano per niente.

Una via tradizionale piena di negozi

Alla fine facciamo la nostra (tragica) scelta: un ristorantino vicino alla porta tradizionale cinese dell'hutong più trafficato.
Ordiniamo involtini primavera, riso con verdure e un piatto di carne da finire di cuocere al tavolo.
Gli involtini sono terribili. Ne mangiamo uno, oh mamma che sapore... magari siamo noi, dai su non sono così cattivi. Il piatto di carne non ha per niente una bella faccia ma vogliamo mica fermarci alle apparenze? Su, proviamo un pezzo di carne. Già, ma quale carne? Dovrebbero essere costine di maiale, ci sono solo ossa. Perchè ci hanno portato il fornello? Questa carne sta cuocendo da giorni! Sono evidentemente gli avanzi di non oso immaginare quale pranzo e di chi.
Riproviamo con gli involtini, lasciamo stare. Il riso! Quello almeno riempie.
Bene, fa schifo persino il riso. L'unico cuoco cinese al mondo che non sa cucinare il riso l'abbiamo trovato noi.

Mi monta il nervoso, sono indignata. Come si può servire questa roba? Intorno a noi gli altri mangiano, e di gusto. Possibile che ci abbiano riservato un trattamento del genere perchè siamo occidentali? Al solo pensiero mi viene ancora più rabbia. La frustrazione di non potermi lamentare perchè non parlo cinese.

Scoliamo le birre il più in fretta possibile (a saperlo non le avremmo ordinate) e paghiamo: CNY 120. Mi scappa un "Pure!" mentre pago guardando con odio la cassiera che non fa una piega: una cena durata 20 minuti, in cui non abbiamo toccato niente, per lei è normale??

Metto le foto per dovere di cronaca, ma non sentitevi obbligati a questa tortura! 

Sono un po' amareggiata per l'esperienza ma lungo la strada per tornare in ostello mi torna l'allegria, dovuta al fatto che sono un po' ubriaca avendo cenato con una birra e basta, e poi più ne parliamo più ci viene da ridere!

(Aggiungiamo altri 7187 passi - 5 km)

Prima di andare a dormire Lore avverte La Signora che domani mattina andremo via presto, e le regala una cartolina di Torino con le nostre firme.
Così magari non si dimentica di noi (io di lei non mi dimentico di sicuro!).




--------------------------
Info pratiche:

Parco Beihai - Ingresso 10 RMB - 6:30 - 22:00 (orario estivo)
Metro Line 4 Ping'anli station

Liulichang Dongjie (Culture Street)
Metro Line 2 Hepingmen station Exit D
--------------------------



23 commenti:

  1. Che meraviglia il negozio di pennelli! E poveri pedoni. Qui a SF è il contrario: le macchine si fermano rispettose a ogni incrocio, tanto che perdo persino l'abitudine a guardare, e quando torno in Italia sono guai!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mi è successo lo stesso in Svizzera, mi sono fermata a controllare il nome di una via appena giù dal marciapiede e dopo un po' mi sono accorta che c'era una macchina ferma per farmi attraversare! Era lì ferma da 1 minuto abbondante, pazzesco.

      Elimina
  2. dai almeno la birra era buona :-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non mi ero mai scolata una birra tanto in fretta! Almeno l'effetto è stato esilarante :)

      Elimina
  3. Vorrei anch'io provare i pennelli cinesi. Ho conosciuto una signora francese questa estate che li usava e stava anche cercando una specie di bastoncino nero che fa l'inchiostro... Ma forse era una cosa giapponese, non so e purtroppo non ho capito neppure bene come si usa.
    Carinissima l'idea delle cartoline, che bravi!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non so se sia originario della Cina o del Giappone, comunque credo la tecnica sia molto simile. Io non sono riuscita a capire come fanno a dipingere per così tanto tempo senza intingere mai il pennello nell'inchiostro.

      L'idea delle cartoline l'ha avuta Lore e mi ha stupita! E' stata molto apprezzata :)

      Elimina
  4. Wow!!! Bellissimo il negozio di pennelli!
    Mi piacerebbe tantissimo andarci perchè faccio Shodo (l'arte della calligrafia).
    Per caso hai visitato qualche negozio di sigillo?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. L'arte della calligrafia è stupenda, piacerebbe anche a me. Solo che non saprei cosa sto scrivendo perchè non conosco gli ideogrammi!

      Abbiamo visto tantissimi negozi di sigilli, i più preziosi sono intagliati nella giada. Bellissimi.

      Elimina
  5. Certo che la cena dell'ultima sera ha proprio un brutto aspetto... ma avete fatto bene a prenderla con filosofia, capita sempre durante ogni viaggio di capitare nel ristorante sbagliato.
    Vedere il parco alla mattina, con gli anziani che fanno tai-chi, deve essere bellissimo.
    Non vedo l'ora di leggere la prossima tappa, ho già una gran voglia di andare a Pechino, ora voglio scoprire il resto della vostra Cina!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. In effetti Lore mi ha detto che siamo stati più che fortunati a sbagliare ristorante una volta sola, e ha proprio ragione. Fa parte degli imprevisti da mettere in conto, e naturalmente è diventato un aneddoto divertente da raccontare agli amici!

      Le prossime puntate sono in cantiere, anche se dopo Pechino abbiamo avuto qualche difficoltà e non è stato tutto rose e fiori.

      P.s. io invece ho una gran voglia di venirti a trovare a Kyoto!!

      Elimina
    2. Sììì magari, mi farebbe un sacco piacere!

      Elimina
  6. Perché qui non c'è la tradizione di andare al parco a fare ginnastica o altro? A me piacerebbe moltissimo...magari imparare a fare yoga o qualche 'strana' arte marziale all'aperto.
    Hmmm, dunque attraversare la strada non è facile? XD L'idea di venire stirata da un pullman non mi alletta per nulla ç___ç
    Quanto mi piacerebbe un rotolo scritto in cinese *____*
    Spero davvero che la cena schifosa sia dovuta al pessimo cuoco e non al fatto che siete occidentali =_= Non riesco a concepire un atteggiamento del genere...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. A dire la verità stanno spuntando anche a Torino zone attrezzate nei parchi con gli stessi attrezzi per la ginnastica che ho visto in Cina. Per esempio al Valentino vicino al parco botanico.

      Per il ristorante...spero anch'io che sia andata così.

      Elimina
  7. Che figata il parco, l'architettura è stupenda, ma per una volta mi affascina soprattutto la gente! Memorandum per me quando sarò vecchia: fare thai chi XD
    L'atmosfera degli hutong dev'essere davvero fantastica!

    Peccato per la cena. Visto che non potete sapere com'è andata però tanto vale pensare per il meglio...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Beh qui se un anziano si mettesse a fare tai chi nei parchi susciterebbe un po' di stupore, ma magari potrebbe lanciare una moda!

      Le signore del parco erano le più simpatiche, specialmente le gattare!

      Elimina
  8. splendido il parco, tutti indaffarati, molto belle le foto!
    mamma mia, in effetti quel cibo non ispira per nulla...

    RispondiElimina
  9. Più leggo il tuo racconto di viaggio e più mi piacerebbe andarci in Cina *__* (sento già le lamentele della Dolce Metà che, per contratto prima deve lamentarsi un po', poi si diverte XD)

    Il parco dev'essere una meraviglia! Pieno di vita *__*

    Oddio quel cibo ha un'aria raccapricciante già in foto, non oso immaginare dal vivo XD

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mi fa piacere che il mio racconto ti faccia venire voglia di partire!

      Elimina
  10. Se vuoi vedere strani "orientali" alle prese col ventaglio dai un'occhiata qui .
    http://www.youtube.com/watch?v=PMuo39WT-AE&list=UUSVSfLeVRo6d_IdbMQ3EB6g&index=54&feature=plcp
    Io sono quello con la barba (grasso).

    RispondiElimina
  11. Cavolo ma sei bravissimo!! Mi sono iscritta al tuo canale YouTube, ora spulcio tutti i tuoi video :)

    RispondiElimina

Consigli? Commenti? Mi piacerebbe molto sapere cosa ne pensate.

(Mi trovo costretta a inserire temporaneamente il codice captcha per tenere a bada lo spam. Abbiate pazienza, lo tolgo appena riesco a risolvere il problema).


LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...