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sabato 16 ottobre 2010Aggiornato il:

Giappone 2010 - L'ospitalità di Beppu



Diario di viaggio in Giappone
23 agosto 2010

Stamattina andiamo presto alla stazione di Fukuoka, direzione Beppu, la famosa città termale a 2 ore di treno.

La stazione di Fukuoka, dove ormai siamo di casa (!!)
Fukuoka Station





In tutte le stazioni ci sono chioschi dove si mangia ramen a tutte le ore, questa è la macchinetta dove si acquistano i piatti
Fukuoka Station


...Nel chiosco di fronte sono in tre a mangiare ramen (in piedi), e sono le 8 del mattino...
Fukuoka Station


Una fiumana di gente corre giù per le scale
Fukuoka Station



La stazione di Beppu è piccolina e all’ufficio informazioni una signorina (volontaria) ci è stata davvero utile. Ieri in Internet ho trovato l’indirizzo di un bagno privato, e oggi l’idea era di andare lì. Lei ci ha consigliato di andare in un altro posto, molto più bello ed economico, ci ha anche scritto in ideogrammi la richiesta di una sala onsen privata, nel caso la proprietaria non capisse la nostra richiesta. E’ stata gentilissima, non è una novità, ma fa sempre molto piacere.

Siamo a Beppu!!
Beppu Station


Prendiamo il bus e visitiamo due dei nove “inferni”: spettacolari sorgenti d’acqua calda con caratteristiche diverse tra loro, molto turistiche ma davvero belle. Visitiamo il Tatsumaki Jigoku (la bocca dell’inferno), un geyser bollente che spara acqua ogni 40 minuti circa per qualche minuto, e il Chinoike Jigoku (lo stagno di sangue) un laghetto bollente rosso. Nel secondo c’è anche una vasca dove provare la temperatura dell’acqua mettendo i piedi a mollo. Una coppia di giapponesi ha fatto questa esperienza: avevano le caviglie e i polpacci color aragosta, secondo me stavano bollendo… Questi due inferni sono vicini tra loro e si arriva camminando per qualche minuto.

In giro per Beppu, bellissima cittadina sul mare
Beppu


Tatsumaki Jigoku - l'attesa...
Beppu


Tatsumaki Jigoku - lo spettacolo!
Beppu


Tatsumaki Jigoku - il giardino tropicale
Beppu


Chinoike Jigoku - polpacci in brodo...
Beppu


Chinoike Jigoku - tavolo diavoletto
Beppu


Non è difficile capire perchè lo chiamano "lago di sangue"
Beppu


E anche qui fa caldino....
Beppu


Prendiamo il bus e andiamo nella zona di Kannawa. Sembra un paesino un po’ sperduto e disabitato, dappertutto si vede un denso fumo bianco leggermente puzzolente alzarsi al cielo, dai tombini esce aria calda e bianca. Sembra di stare su un altro mondo.

Si vede ovunque fumo bianco, sembrano tante nuvolette
Beppu


E’ ora di pranzo e la zona non offre molti locali, tiriamo un po’ a caso e scegliamo un ristorante con le riproduzioni di ramen in vetrina. Sembra d’esser capitati per sbaglio in casa d’altri, l’arredamento è decisamente casalingo, ma non siamo soli: una coppia di turisti giapponesi e un signore (sicuramente cliente fisso, visto l’atteggiamento di confidenza) che succhia rumorosamente dalla sua ciotolona di ramen. Il proprietario prende l’ordine, gli chiediamo anche le uova cotte nell’acqua delle sorgenti bollenti…sono buonissime! Anche il mio ramen è decisamente il più buono mangiato fin’ora. Destiamo troppa curiosità, il proprietario del ristorante non resiste e attacca bottone. Quando scopre che siamo italiani non se ne capacita, dall’Italia per venire proprio a Beppu? Voi conoscevate Beppu e siete venuti apposta??? Non ci poteva credere, e allo stesso tempo ha cominciato a tirare fuori riviste, libri, cartine e quant’altro su Beppu, dandoci consigli su dove andare, cosa vedere, cosa fare… Poi ha attaccato a farci le foto, insomma, abbiamo faticato ad andare via!! Un pranzo indimenticabile davvero.

Il ramen (casalingo) più buono mai mangiato, merito anche delle uova cotte nelle sorgenti bollenti
Beppu


Una delle tante foto che il proprietario ci ha fatto
(il puzzle del Samurai lo ha messo lui per coprire il menu!!)
Beppu


Eccolo!! Un mito!!!
Beppu


Il mitico ristorante, indimenticabile
Beppu


Dietro al ristorante c’è il punto informazioni, ne abbiamo avute tantissime dal ristoratore, ma entriamo lo stesso. L’accoglienza anche qui è molto calorosa, sono molto curiosi di sapere da dove veniamo e ci fanno compilare un questionario con varie domande e consigli che abbiamo da dare loro per migliorare i servizi ai turisti. Per ringraziarci ci regalano due bandiere degli onsen (bellissime)!! L’area esterna dell’info-point ha cucine all’aperto: calderoni in cui chiunque può cucinare carne e pesce, verdure e le uova che abbiamo mangiato anche noi poco prima. In un’altra area c’è il camminamento (gratuito) nell’acqua bollente con le pietre, si cammina seguendo un percorso circolare e ci si siede con i piedi in su per riattivare la circolazione.

Le cucine all'aperto
Beppu


Il camminamento e la zona relax
Beppu


Proseguiamo per una stradina e arriviamo all’onsen consigliato dalla signorina stamattina. E’ tutto in giapponese (insegna compresa) ma non è stato difficile trovarlo. Entriamo in casa, anche qui sembra non esserci nessuno come in tutta la via, ma quando suoniamo il campanello arriva una signora che ci fa accomodare nel bagno privato. E’ un po’ come prendere una stanza in un albergo a ore, paghiamo in anticipo per un’ora, e la camera è tutta nostra. C’è una stanza con dei cestini per i vestiti e le proprie cose dove ci spogliamo, e si esce nella sala all’aperto dove c’è la vasca d’acqua termale (ustionante).
Ci si lava per bene fuori, stando sullo sgabellino e sciacquandosi con la bacinella di legno e poi ci si immerge. Che goduria! L’impatto è incredibile, ma ci si aiuta con il tubo dell’acqua fredda per acclimatarsi. E’ un’esperienza imperdibile, è l’unico modo per chi come noi ha molti tatuaggi di accedere a queste vasche, ed è molto intimo perché si può stare insieme (i bagni pubblici sono divisi tra uomini e donne). Uscita dalla vasca ho avuto un piccolo calo di pressione, ma sotto la doccia fredda mi sono ripresa subito. Che bella sensazione, mi sento leggerissima! Un’ora è volata e ce ne andiamo, anche se a dire il vero nessuno è venuto a cacciarci, anzi quando usciamo la casa sembra di nuovo deserta, a parte il cane sonnolento nella cuccia in cortile. Ci sembra brutto andar via senza salutare, ma abbiamo paura di disturbare suonando il campanello solo per dire ciao.

Le vie di Kannawa (Beppu)
Beppu


Sembra disabitata..
Beppu


Dappertutto ci sono cartelli che spiegano come comportarsi negli onsen
Beppu


Ci siamo!
Beppu


Il nostro bagno privato
Beppu


La temperatura dell'acqua è terrificante...è incredibile come si possa trarre un tale beneficio da una cosa che sembra uno strumento di tortura!
Beppu


Facciamo una passeggiata e torniamo alla fermata del bus. Ci sarebbero molti altri posti dove andare, ma siamo soddisfatti così, torniamo alla stazione.

Questa città è pazzesca, il fumo esce da tutte le parti
Beppu


Qui il tempo sembra essersi fermato
Beppu


Sul pullman che ci riporta alla stazione mi rendo conto di non essermi ancora abituata alla guida a sinistra
Beppu


Scendiamo dalla collina, dove si vedono solo alberi
Beppu


Prenotiamo i biglietti del treno che partirà tra meno di un’ora e beviamo un caffè freddo da Mr Donuts per far passare il tempo. Sul treno siamo nella prima carrozza, subito dopo la prima classe (che è vuota). A differenza dell’andata in cui abbiamo dormito tutto il tempo siamo belli svegli e in vena di curiosare in giro. Il bagno del treno è pazzesco, sembra di essere in un albergo di lusso ed è ultra-pulito.

Stazione di Beppu, stiamo per lasciare questo posto magico
Beppu Station


In viaggio, tra gli alberi spunta questa "casetta"...
Panorami giapponesi


Un panorama stupendo
Panorami giapponesi


Una bella cittadina sul mare
Panorami giapponesi


Lore sparisce per un po’, poi mi viene a chiamare: entriamo nel vagone della prima classe, da dove si vede l’autista del treno nella sua cabina. Subito dietro di lui c’è una panchina, ci si può sedere lì a vederlo guidare il treno, un’esperienza personalmente emozionantissima. Da qui si percepisce molto di più la velocità, oltre all’abilità di chi sta guidando (sembra facile!). Non torniamo più al nostro posto, qui è troppo più bello, e ci restiamo finchè non arriviamo a Fukuoka.

Un breve video dell'autista del treno
video

Tornati a Fukuoka trovo una moto che per la dimensione potrebbe andare bene a me!
Fukuoka


Stasera andiamo a mangiare in un ristorante che da fuori ci sembra alla buona e invece è abbastanza di lusso. Il personale è composto da ragazzi molto giovani, sia i camerieri che i cuochi, che sembrano usciti dalle pagine di una rivista di moda. Il locale è prevalentemente nero, con due eleganti sale divise da una parete scorrevole di legno (aperta). Ci fanno togliere le scarpe e ci consegnano la chiave dell’armadietto in cui le hanno messe, ci fanno accomodare in un tavolo basso ma Lore dice subito NO, NO, NO e indica il tavolo con il buco per infilare le gambe (!!) allora ci accomodiamo e ci portano il menu. TRAGEDIA. E’ tutto in giapponese, senza foto, non esiste menu in inglese, tra tutti i ragazzi del personale nessuno parla inglese, neanche una parola. Una delle ragazze imbarazzatissima ci manda il biondino che sembra il più convinto, ma non c’è verso, non ci capiamo. Lore gioca l’ultima carta, lo acchiappa e lo porta fuori (chissà cos’ha pensato!!) gli indica qualche foto attaccata fuori e tornano tutti e due. Ricapitolano l’ordine (!!) un’insalata, un hamburger di pollo, una coscia di pollo e una tempura di pollo (il ristorante, se non si era capito, è di pollo, si chiama infatti Chicken-qualcosa). Sembra che ce l’abbiamo fatta, i piatti iniziano ad arrivare anche se in un ordine un po’ strano, uno per volta con parecchio tempo tra uno e l’altro. Manca solo la tempura, aspettiamo. Nel tavolo dietro di noi intanto il tasso alcolico raggiunge picchi allucinanti, la gente strilla e ride ad un volume esageratamente alto. La tempura non arriva. La birra è finita. In cucina il cuoco sembra aver finito di cucinare, guardo il cameriere ma non ha nessuna espressione che mi faccia capire qualcosa, se ci fossero arrivati tutti i piatti verrebbe a chiedere se vogliamo altro no? Ma forse sono terrorizzati e nessuno vuole venire a parlarci, allora ci alziamo (e noto un certo sollievo nei loro volti…). Recuperiamo le scarpe e paghiamo: una cifra esagerata, per due piattini e un’insalata. Guardo lo scontrino, c’è una voce in più, che sia la tempura che non ci è arrivata? Eppure la voce dice per due: due tempura?? Provo a chiedere spiegazioni ma c'è proprio verso di capirsi, allora rinuncio, pago e usciamo.

Il ristorante ultra-moderno, ultra-giovane, dove nessuno conosce una parola d'inglese...
Japanese Restaurant


Almeno l'hamburger di pollo è arrivato..
Japanese Food


Passiamo a prendere una birra al market e finiamo questa favolosa giornata in camera.

Fukuoka di notte, una zona tranquilla...
Fukuoka


...e una zona parecchio animata!
Fukuoka


Sul fiume tantissimi Yatai
Fukuoka


Il retro del nostro Hotel, si vede la finestra della nostra camera
Fukuoka


P.S. . Lì per lì mi sono rassegnata a pensare che per la prima e unica volta avessimo pagato il coperto, (ben 3 euro di coperto a testa), ma ero curiosa di soprire cosa era davvero. Ho conservato lo scontrino, e testona come sono sono riuscita (con il dizionario, google traduttore e un blog molto interessante) a svelare il mistero. C’è scritto o-tooshi, e ho scoperto che si tratta di una specie di aperitivo che servono in alcuni posti appena ti siedi al tavolo, come fosse un antipasto obbligatorio a pagamento. Evviva!! Ho capito!! Peccato che….non ci è stato portato nessun aperitivo! Mah!






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Info pratiche:

Treno Fukuoka-Nagasaki
LTD EXP SONIC - 127 minuti - circa 3.700 yen

Mappa di Beppu

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