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mercoledì 22 settembre 2010Aggiornato il:

Giappone 2010 - In giro per Tokyo

- puntata precedente: Cat Cafè a Ikebukuro e cena speciale -


Diario di viaggio in Giappone
11 agosto 2010


Stamattina abbiamo fatto colazione in camera. Stufi del tè verde che secondo me sa di alga, da qualche giorno ci siamo comprati il caffè solubile e i biscottini da Sunkus* (così non spendiamo soldi in giro, qui il caffè costa quasi 3 euro nei bar). Abbiamo fatto il solito biglietto giornaliero per la Yamanote e siamo scesi a Shinbashi.

*Sunkus è un conbini.

La stazione di Shinbashi
Shinbashi Station


Una passeggiata tra i grattacieli dello Shiodome (non si riesce a contare di quanti piani sono composti, tanto sono alti) e siamo andati a visitare i Giardini di Hama-rikyu, che sono praticamente un’oasi di pace verde circondati da edifici che spiccano giganteschi dietro gli alberi! All’ingresso facciamo il biglietto, prendiamo la guida e faccio il timbro.

Poco più avanti ci forniscono gratuitamente di auricolare con guida in inglese e ci ringraziano per aver scelto di utilizzare questo servizio (!!). All’interno c’è un laghetto e una sala da tè, delle collinette per una vista panoramica sulla baia di Tokyo e tantissimi fiori. Immagino che in primavera debbano esserci dei colori meravigliosi, ma anche ora che estate è bellissimo.

I giardini Hama-rikyu
Hama-rikyu

I grattacieli intorno ai giardini
Hama-rikyu

Una lanterna nei giardini
Hama-rikyu

Ponte di legno
Hama-rikyu

Isoletta nel lago
Hama-rikyu

Bellissimo scorcio dai giardini Hama-rikyu
Hama-rikyu

Hama-rikyu: La casa da tè
Hama-rikyu

Passaggio sul lago
Hama-rikyu

Tra le stradine dei giardini abbiamo trovato questi due faretti....è mica Sandro che ci pensa???
Hama-rikyu

Ancora Hama-rikyu: i bellissimi fiori
Hama-rikyu

Verso pranzo ci siamo spostati a Ginza, questo è secondo me il quartiere più snob (pur essendo bellissimo). Nei negozi ci sono i portieri in divisa che accolgono le riccone con un profondo inchino. Altri stanno all’ingresso solo per chiamare l’ascensore a chi entra. Ci sono solo negozi di lusso, marche famose, gioiellerie, boutique di 10 piani.


La stazione di Ginza
Ginza

Ginza - i palazzi
Ginza

Ginza - il palazzo con l'orologio
Ginza

Ginza - uno dei tantissimi grattacieli griffati
Ginza

Non fa per me, anche se devo ammettere che qui c’è forse il concentrato delle donne più belle di Tokyo. Certe stangone in abiti Chanel e scarpe tacco 12 di Gucci, che sembrano appena uscite dal parrucchiere!
Mi viene spontaneo pormi delle domande: 
1- Ma chi l’ha detto che i giapponesi sono bassi? Io qui mi sento una nanetta!
2- Ma come fanno le ragazze a Tokyo a sembrare sempre fresche e avere i capelli perfetti con 35° all’ombra?? Io sudo come una disgraziata e se non mi lego i capelli me li trovo appiccicati alla fronte e al collo come appena uscita dalla doccia… 
Lascio perdere ulteriori quesiti, do un’ultima occhiata d’invidia mista a profonda ammirazione a queste dee e abbandono definitivamente Ginza!

La Yamanote in versione Paese delle meraviglie!
Yamanote
Andiamo in un posto che mi piace diecimila volte di più: Ochanomizu! Passiamo davanti alla chiesa ortodossa Nicholai-do ma non attira molto la nostra attenzione (non ci interessano molto le chiese, a Tokyo poi!) e andiamo nell’area degli Strumenti Musicali, una bellissima via in discesa piena zeppa di negozi con centinaia di chitarre e altri strumenti. Ci sono anche dei mercatini di cose usate nelle vie che arrivano alla stazione e qui è pieno di ragazzi che sbirciano tra le bancarelle con la chitarra sulla schiena.

Ochanomizu
Ochanomizu

Passando il ponte si vede la stazione e il passaggio dei treni dall’alto, e seguendo il fiume si arriva a due Templi molto belli. Uno è Yushima Seido, dove troviamo un gruppo di anziani con i blocchi da disegno che passavano il pomeriggio a ritrarre la facciata dell’edificio, l’altro è il Kanda Myojin che si trova al fondo di una via piena di Tanuki* fuori dai negozi.

*Il tanuki è una specie di procione dai testicoli giganti e il carattere scherzoso. Quando se ne vede uno davanti alla porta di un ristorante ha sempre un cappello e una bottiglia di sakè in mano. La storia dei tanuki è raccontata in maniera splendida nel film di animazione Pom Poko di Isao Takahata.

Ochanomizu - la stazione vista dal ponte
Ochanomizu
Ochanomizu - Area degli Strumenti Musicali
Ochanomizu
Yushima Seido
Yushima Seido
Yushima Seido
Yushima Seido
Kanda Myojin
Kanda Myojin
Un altro passaggio di treni vista dall'alto
Ochanomizu
Torniamo in albergo per farci una doccia e metterci dei vestiti asciutti (sono un po’ ripetitiva ma io non ho mai sudato tanto come qui a Tokyo, neanche a Luxor quando il termometro segnava 47°). 

Quando stavamo salendo in camera ci è corso incontro il ragazzo della reception dicendo “Wait! Wait!” ma le porte dell’ascensore erano già chiuse. Dopo poco sento bussare, era lui. Ci voleva dare un presento*, un pacchettino regalo e ringraziarci tanto per essere stati loro ospiti. Continuava a fare inchini, io riuscivo solo a dire “arigatoooo” ero un po’ commossa! Quando se n’è andato ho aperto il pacchetto: c’era un’agendina e un biglietto di ringraziamento. 

Racconto l’episodio a Lore (che era in bagno) mentre andiamo ad Harajuku, a Omotesando. Anche qui i negozi di lusso non scherzano, e la zona è bellissima! Troviamo KiddyLand e riusciamo a stare più di un’ora in questo paradiso di 5 piani di giocattoli! C’è anche Snoopy Town, ci sono delle cose che non avevo mai visto, compriamo qualche regalino ma ci torneremo alla fine del viaggio a fare shopping. Non possiamo ancora caricarci troppo, da domani viaggiamo in treno per il Giappone e dobbiamo limitare il peso del bagaglio per quanto è possibile!

Omotesando
Omotesando
Per cena andiamo a Shinjuku, in un ristorante di Yakiniku al quarto piano di un palazzo. L’ascensore e l’interno del palazzo sono abbastanza orrendi, ma il ristorante è bellissimo! Ci fanno accomodare in una saletta con due tavoli, ma per fortuna restiamo soli, anche perché abbiamo fatto un po’ di casino. 

Il tavolo ha un buco al centro dove c’è il fuoco e la griglia per cuocere, il cameriere prende solo l’ordine delle bibite, per il resto ci si deve arrangiare col computer. Ordiniamo due birre, “biggu?” sì grandi, va bene. Accendiamo il monitor, è tutto in giapponese (aaannamo bene!) schiacccia qui, schiaccia là, capiamo come funziona e nel mentre ci arrivano due boccali da un litro l’uno! Alla faccia della birretta!! Non che ci siano problemi a finirla, eh! Ordiniamo la carne, la verdura e due ciotole di riso per accompagnare. Dopo poco arriva il cameriere con i piatti e inizia la grigliata! E’ tutto buonissimo, e mi sono divertita un sacco! Alla fine abbiamo speso circa 4000 yen, neanche 40 euro in due, di cui 16 solo di birra.

Yakiniku!!!
Yakiniku
La nostra grigliata estiva
Yakiniku

Ce ne andiamo un po’ in giro e ci avventuriamo in una sala giochi alla ricerca di un bagno (eh, la birra..), non resisto all’occasione e esco con un souvenir in borsetta (lo so che non si fa, ma come potevo lasciare lì il posacenere della Taito????) 

Torniamo in albergo, questa è l’ultima notte qui. La prima parte della vacanza è andata, domani partiamo per Osaka. Ho due sentimenti contrastanti, da una parte sono emozionata per le cose che vedremo nelle prossime settimane, dall’altra ho un po’ di malinconia perché non voglio lasciare Tokyo… Mi consolo pensando che ci torneremo alla fine del viaggio e mi metto a letto sapendo che questa notte dormirò poco o niente.


Tra le vie di Shinjuku
Shinjuku
Le luci di Shinjuku di notte
Shinjuku





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Info pratiche:

Giardini Hama-Rikyu
Qui il mio post dedicato.

Kiddyland
Qui il mio post dedicato.

Ristorante di Yakiniku
A Shinjuku, Kabukicho. L'ho cercato recentemente su maps (aggiornamento maggio 2014) ma temo che abbia cambiato insegna perchè non c'è più. In questa zona tuttavia di sera sui marciapiedi ci sono i menu dei ristoranti che si trovano nei palazzi. Yakiniku (la grigliata fai da te al tavolo) è assolutamente da provare.
Attenzione: i monitor da cui si ordina sono solo in giapponese. Aver studiato hiragana e katakana prima di partire mi è stato decisamente d'aiuto per riuscire a ordinare senza l'aiuto di un cameriere.
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